A Minneapolis migliaia di persone si sono radunate per dare l’ultimo saluto a George Floyd. Familiari, amici, manifestanti e autorità stanno rendendo omaggio all’afroamericano 46enne ucciso dalla polizia, nel santuario della North Central University, mentre a tenere l’elogio funebre il reverendo Al Sharpton. All’interno sono ammesse solo 500 persone per le restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19, mentre sulla fondo del santuario c’è un enorme ritratto della vittima.

“Ho visto molti americani di razze ed età differenti marciare insieme e alzare la loro voce insieme, siamo ad un punto di svolta“, ha detto il reverendo newyorchese, tra i più importanti leader nella lotta per i diritti civili. “Era un essere umano. Aveva famiglia, sogni, speranze. Il vero compito di ognuno è preservare il valore della vita umana spazzata via”, ha aggiunto quindi il reverendo.

Ad omaggiare la memoria di Floyd anche il reverendo Jesse Jackson, mentre il sindaco di Minneapolis Jacob Freby è scoppiato in lacrime mentre si è inginocchiato davanti al feretro del 46enne ucciso dalla polizia.

E’ la prima delle tre cerimonie funebri che si terranno nel corso della settimana. Dopo la cerimonia in Minnesota, il corpo di Floyd verrà portato a Raeford, nella Carolina del Nord, dove è nato, e successivamente a Houston in Texas, dove è cresciuto e ha vissuto gran parte della sua vita.

Memorial Service for George Floyd

A memorial service for George Floyd is held in Minneapolis, Minnesota. Rev. Al Sharpton will deliver the eulogy for Floyd at the service at Minneapolis's North Central University.

Gepostet von The Hill am Donnerstag, 4. Juni 2020

L’uccisione di Floyd ha scatenato un’ondata di rabbia e di proteste che ha infiammato gli Stati Uniti. Per giorni i manifestanti hanno sfilato nelle vie delle principali città per chiedere giustizia per Floyd e per tutti gli afroamericani uccisi dalla polizia. Più di 10mila persone sono state arrestate dall’inizio delle manifestazioni, di cui oltre un quarto a Los Angeles. In molte occasioni le manette sono scattate per reati di basso livello come violazione del coprifuoco e mancata dispersione. Centinaia di persone sono state invece arrestate per furto con scasso e saccheggio. A San Francisco un ragazzo di 22 anni è stato ucciso dagli agenti perchè sospettato di essere armato. Ma quella che alla polizia sarebbe sembrata una pistola, era in realtà un martello.

People fill Frank J. Lindquist Sanctuary at North Central University Thursday, June 4, 2020, before a memorial service for George Floyd in Minneapolis. (AP Photo/Julio Cortez)

Nelle ultime ore il procuratore generale del Minnesota ha aggravato l’accusa per l’agente Derek Chauvin, riconoscendo l’omicidio come volontario anziché colposo, e ha incriminato e arrestato anche gli altri tre agenti coinvolti nel pestaggio dell’afroamericano. Un primo passo verso quella giustizia che la comunità afroamericana chiede a gran voce e che troppo spesso gli è stata negata. Come a Los Angeles nel 1992 quando vennero assolti i quattro poliziotti che massacrarono il tassista Rodney King. I democratici sono ora al lavoro su un pacchetto di riforme per la polizia, con misure per supervisionare il lavoro delle forze dell’ordine e vietare la presa di soffocamento, la stessa usata da Chauvin per immobilizzare Floyd.

People fill the street in front of Frank J. Lindquist Sanctuary at North Central University Thursday, June 4, 2020, before a memorial service for George Floyd in Minneapolis. (AP Photo/Julio Cortez)

In un Paese segnato da violenti scontri il presidente Donald Trump soffia sul fuoco delle contestazioni attirandosi le critiche sia dei predecessori, Jimmy Carter e Barak Obama che, da ultimo, dell’ex capo del Pentagono James Mattis che ha accusato il tycoon di essere “divisivo” e di “deridere la Costituzione”. Subito è arrivata la replica del presidente che nei giorni scorsi si è scontrato anche con l’attuale segretario alla giustizia Mark Esper sullo schieramento dei militari per sedare le proteste. “Probabilmente l’unica cosa che Barack Obama e io abbiamo in comune è che entrambi abbiamo avuto l’onore di licenziare Jim Mattis, il generale più sopravvalutato del mondo”, ha scritto Trump rigorosamente su Twitter, “Ho chiesto la sua lettera di dimissioni e mi sono sentito benissimo”. Sul tema il fronte dei repubblicani si è spaccato. Molti senatori hanno difeso l’operato del tycoon dalle critiche di Mattis, mentre la senatrice Lisa Murkovski si è schierata con l’ex capo del Pentagono, giudicando le sue parole “vere e oneste”.