«Praticamente hanno fatto un processo a Falcone e Borsellino», ci dice di Report uno degli addetti ai lavori che abbiamo sentito. «Hanno preso il lavoro di Falcone e Borsellino e lo hanno ribaltato, preso e svuotato. E per farlo impunemente, raccontano di essere quelli che cercano l’agenda rossa di Borsellino, che nessuno trova ma in quest’ultima puntata della serie si sarebbe moltiplicata, miracolosamente». Nel frullatore di Sigfrido Ranucci sono finiti insieme, in una trama già vista ma sempre avvincente, servizi segreti e Cosa nostra, massoneria e politica: il terzo livello della mafia che culmina con Silvio Berlusconi, il Cavaliere Nero.

Per il leader di Forza Italia parlano gli avvocati, e segnatamente Ghedini: «Berlusconi non è in alcun modo coinvolto nelle vicende de quibus, essendo anzi risultato che sia lui sia le sue società sono state vittime della mafia e le molteplici archiviazioni sono un dato oggettivo e incontrovertibile».

Ma per alcuni il richiamo delle trame oscure è come miele per le api, ed ecco – al netto di qualche distinguo d’ordinanza – che i deputati e i senatori del M5S in commissione antimafia firmano una nota congiunta: «Le inedite affermazioni, tutte da verificare, emerse dalla trasmissione Report, tra cui l’ipotetica esistenza di diverse copie dell’agenda rossa di Paolo Borsellino, richiedono la celere attivazione della politica. Risulta dunque opportuna la convocazione dell’ufficio di Presidenza della Commissione antimafia; la compatta partecipazione di tutte le forze politiche è il miglior segnale ai cittadini che le istituzioni sono al loro fianco nella ricerca della verità».

Ma succede anche che davanti alle proteste garantiste, tra cui quelle del Riformista, Report sembri chiedere una risposta di sostegno agli amici. Perché parte – come in batteria – una sequela di note affettuose, l’abbraccio rassicurante dei garanti di RaiTre. Massimiliano Smeriglio, eurodeputato indipendente eletto nelle liste del Pd, non teme le sfrontatezze: «La trasmissione Report è un esempio importante di giornalismo d’inchiesta. La puntata di lunedì è stata una pagina giornalistica monumentale, una lezione esemplare di giornalismo di inchiesta e di servizio pubblico. Un cono di luce su trame oscure che hanno insanguinato il Paese cercando di impedirne lo sviluppo democratico. Cosa nostra, fascisti, servizi, massoneria, P2 un filo nero su cui e’ necessario fare chiarezza. Una inchiesta importante perché ha fornito elementi inediti su vicende torbide, che hanno avvelenato la vita del Paese».

Twitta secco la sua scelta di campo, il deputato dem Filippo Sensi: «Con Sigfrido Ranucci. Giù le zampe». Argomenta meglio Walter Verini, responsabile giustizia per il Pd, anche se la sua dichiarazione coincide in parte con lo stesso testo di Smeriglio: «La trasmissione Report è un esempio importante di giornalismo d’inchiesta», dice infatti anche lui. E poi aggiunge: «La puntata dell’altra sera – tra l’altro con ascolti record – è stata anche una pagina giornalistica importante per il servizio pubblico radiotelevisivo. Ha fornito nuovi squarci ed elementi su vicende torbide, sulle quali tutti dovrebbero avere interesse che si faccia luce. Mi auguro che questo lavoro di inchiesta continui, scavando nei misteri e nei depistaggi, offrendo naturalmente spazio a tutte le opinioni e critiche, consentendo non solo ai telespettatori di maturare opinioni, ma aiutando – con la libera informazione – il Paese a sanare ferite ancora aperte». Parla invece di «tesi ridicole e piene solo di pettegolezzi di quattro pataccari» l’onorevole Andrea Ruggeri, commissione vigilanza Rai. «Pataccari già smentiti una valanga di volte dagli stessi giudici, persino quelli più ostili a Berlusconi».