La lunga scossa è stata avvertita in tutto il Paese. Il  terremoto, di magnitudo 7.2 della scala Richter, sabato 14 agosto ha colpito Haiti alle 8:29 locali (le 14:29 in Italia), che ripiomba così nell’incubo dopo la devastazione del 2010. L’epicentro è stato individuato a 12 km a nord-est di Saint-Louis du Sud, a circa 10 km di profondità. 

Il bilancio continua ad aggravarsi di ora in ora. Secondo quanto comunicato dalla Protezione civile, al momento sono almeno 724 i morti e 2800 i feriti registrati. L’Usgs, l’istituto geosismico statunitense, ha riferito che la situazione è da “allerta rossa” e potrebbe comportare la morte di migliaia di persone.  

Il bilancio ancora provvisorio del sisma

L’allarme tsunami, diramato subito dopo la scossa, è stato in seguito revocato. Ingenti danni e diversi crolli di edifici, tra cui palazzi storici e chiese, si sono verificati in diverse località del Paese come Le Jérémie, Les Cayes, Aquinoise e Les Anglais, secondo le immagini diffuse dai testimoni sui social e dai media locali. Le squadre di soccorso sono al lavoro nella speranza di trovare dei sopravvissuti tra le macerie.

Il primo ministro Ariel Henry, che è partito immediatamente verso le aree colpite e ha dichiarato lo stato d’emergenza, aveva fin dall’inizio affermato che il numero di morti sarebbe stato elevato. “Porgo le mie condoglianze ai parenti delle vittime di questo violento terremoto, che ha causato la perdita di numerose vite e proprietà in diversi dipartimenti del Paese”, ha scritto su Twitter. Facendo poi appello “allo spirito di solidarietà ed all’impegno di tutti gli haitiani, in modo da fare fronte comune davanti a questa drammatica situazione che stiamo vivendo”. 

Il presidente Joe Biden ha autorizzato una “risposta immediata” degli Stati Uniti, nominando l’amministratrice dell’agenzia Usaid Samantha Power come alto dirigente americano “per coordinare lo sforzo”.

Sulla drammatica situazione di Haiti è intervenuto anche il Papa all’Angelus del 15 agosto. “Nelle scorse ore un forte terremoto si è verificato ad Haiti, provocando numerosi morti feriti e ingenti danni materiali. Desidero esprimere la mia vicinanza a quelle popolazioni colpite duramente dal sisma. Elevo al Signore la mia preghiera per le vittime, rivolgo la mia parola di incoraggiamento ai sopravvissuti, auspicando che verso di loro si muova l’interesse partecipe della comunità internazionale. La solidarietà di tutti possa lenire le conseguenze della tragedia.

La tragedia del 2010

Il 12 gennaio 2010 un terremoto di magnitudo 6.1, quindi inferiore a quello del 14 agosto, causò più di 200 mila vittime, 300 mila feriti e oltre un milione di sfollati. Non c’è pace per Haiti, uno dei paesi più poveri del mondo, segnato dall’instabilità politica (solo poco più di un mese fa è avvenuto l’assassinio del presidente Jovenel Moïse) e su cui si attende anche la tempesta tropicale Grace, che dovrebbe arrivare tra lunedì e martedì secondo quanto riferito dalla Cnn.

Mariangela Celiberti