Otto persone ferite tra Napoli e provincia durante i festeggiamenti di Capodanno. E’ il dato più basso di sempre nonostante le sterili polemiche di chi ha condannato, con tanto di editoriali e post sui social, i ‘botti‘ che hanno accolto il 2021.

Si è sparato in tutta Italia. Ad Asti, in Piemonte, l’unica vittima: un ragazzino di 13 anni colpito in petto da un petardo.

Fuochi anche a Roma (nonostante l’ordinanza che li vietava da parte della sindaca Raggi), Milano, Torino. Ovunque. Con il bilancio finale di 79 persone rimaste ferite. Ma a fare notizia, anche se quest’anno gli elementi a disposizione sono pochi, resta sempre il capoluogo partenopeo.

In città e provincia, nonostante le raccomandazioni e l’invito a destinare i soldi per i ‘botti’ ad altre cause, si è sparato lo stesso. In tanti hanno voluto accogliere il nuovo anno rispettando la tradizione, liberandosi ed esorcizzando così di un 2020 assai negativo e accogliendo, nel migliore dei modi, il 2021.

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L’attività di prevenzione di carabinieri, polizia e guardia di finanza ha dato i suoi frutti: numerosi i ‘botti’ illegali sequestrati fino a poche ore prima della mezzanotte da parte delle forze dell’ordine.  Tuttavia chi ha comprato fuochi legali, la cui vendita era regolarmente autorizzata, ha deciso di festeggiare così, seppur in modo contenuto rispetto agli anni passati, il Capodanno.

Secondo la tradizione infatti i botti, i petardi e i fuochi sono propedeutici a scacciare gli spiriti maligni e i diavoletti che, spaventati dagli improvvisi e assordanti rumori, dovrebbero scappare lontano. Quest’anno, segnato dall’emergenza coronavirus, dalle numerose vittime e da una crisi economica di cui subiremo le conseguenze nei prossimi mesi, la tradizione è stata, forse a maggior ragione, rispettata.

Il bilancio (8 feriti) è un dato di fatto, così come sottolineano anche gli uffici stampa di Polizia e Carabinieri. Il resto è sciacallaggio mediatico.

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Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.