«Le mie dimissioni non sono una resa ma un momento di lotta, di rappresentanza degli interessi della città, di azione nel solco di una vita spesa per difendere i deboli dagli oppressori». Renato Natale pronuncia queste parole mentre si spoglia della fascia tricolore. Parla dalla sede del Comune di Casal di Principe, la città che amministra ormai da sette anni. Una città difficile, salita tante volte agli onori delle cronache, in passato, per fatti sempre drammatici e legati alla presenza della camorra.

Una città che, anche con il supporto di tanti cittadini di buona volontà e di associazioni di volontariato, il sindaco Natale ha guidato verso un percorso di riscatto e di rinascita che non è ancora ultimato. Per ricostruire, a volte, bisogna demolire, certo. Ma non al costo di drammi sociali gravi e che coinvolgono quattro bambini, secondo Natale. Il sindaco che ha deciso di dimettersi per protestare contro la decisione della Procura di Santa Maria Capua Vetere di non rimandare la demolizione di uno stabile abusivo in via Ancona dove vivono due famiglie indigenti con quattro bambini, di età compresa tra i tre e i sette anni. L’avvio dell’abbattimento è fissato per oggi.

Fino all’ultimo giorno Renato Natale si è speso per evitare che quei bambini finissero in strada e, oltre allo choc di non avere più la loro casa, subissero anche il dramma di non avere un’alternativa. Ieri il sindaco ha ufficializzato la scelta di dimettersi dalla carica di primo cittadino e la sua decisione «dolorosa e sofferta» è destinata a varcare i confini della provincia casertana. «Lo Stato che dovrei rappresentare con questa fascia oggi si fa vedere con un volto, un viso, una faccia che non è la mia. In queste condizioni io non posso rappresentare lo Stato», dice protestando contro la decisione della Procura di applicare rigidamente la burocrazia giudiziaria. «Avevo chiesto cento giorni di tempo», spiega il primo cittadino. Cento giorni per ultimare la ristrutturazione di un bene confiscato e consentire ai bambini di via Ancona di avere un nuovo tetto sulla testa.

«L’abusivismo va contrastato. Noi – precisa il sindaco – non siamo contro la magistratura né siamo qui a difendere le case abusive, ma solo a tentare di difendere il diritto di quattro bambini a non finire in strada». Nella lettera di dimissioni Natale sottolinea: «Non sono in grado di coniugare legalità e giustizia, pertanto non intendo coprire questa carica quando l’applicazione della legge comporta la messa in discussione dei diritti fondamentali del cittadino».

Da una parte, quindi, c’è un sindaco che vuole fare fino in fondo il suo dovere a tutela della propria comunità. Dall’altro ci sono dei magistrati ancorati a una burocrazia che non sempre è garanzia totale di giustizia. Si pensi, per esempio, alle varie lungaggini che appesantiscono il nostro sistema giudiziario. Anche la storia del palazzo abusivo in via Ancona a Casal di Principe ha alle spalle una vicenda giudiziaria che si trascina da anni. Lo stabile fu realizzato nel 2000, nel 2005 fu dichiarato abusivo da una sentenza e da allora – come ricordato dal sindaco Natale – il nulla: per anni nessuno si è interessato delle sorti di quel palazzo. Ora che la sentenza è passata in giudicato, per i magistrati non c’è più tempo per ulteriori proroghe: la casa va demolita. La questione sollevata dal sindaco Natale, però, va anche oltre il rigido protocollo giudiziario.

«Solo a Casal di Principe si contano 1.700 ordinanze di abbattimento. Il Comune – spiega – ha provveduto senza perdere tempo alle richieste di varie Procure e finora si è indebitato per un milione e 600mila euro per consentire l’abbattimento di undici delle 250 case abusive da demolire». E qui emerge un’altra delle più grandi criticità a cui lo Stato non è ancora riuscito a trovare soluzione. «Ogni demolizione costa tra 150 e 200mila euro. Per abbattere tutte le 250 case abusive di Casal di Principe ci vorrebbero 35 milioni di euro. Ma – conclude – il fondo per le demolizioni, la Cassa Depositi e Prestiti, dispone di 50 milioni di euro per tutta l’Italia».

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).