Altre quattro Regioni verso la Zona Arancione. Se non proprio Rossa. È quanto ha rivelato l’Ansa: in conferenza stampa era stato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro a indicare quattro Regioni a rischio elevato nelle quali sarebbe opportuno procedere con nuove restrizioni il prima possibile. L’agenzia di stampa ha dunque rivelato che si tratta di Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto. Questo alla base del report che indica le Regioni entrate in scenario 4, a rischio moderato “con alta probabilità di progressione”.

Ieri altre cinque Regioni erano passate dalla Zona Gialla alla Zona Arancione. Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria. Al centro delle attenzioni del governo la situazione della Campania, sulla quale da ieri pomeriggio si sono susseguite numerose voci e indiscrezioni. Tutte le ipotesi sono state avanzate: zona Rossa, Arancione, perfino una permanenza nella Zona Gialla. La decisione sulla Regione governata da Vincenzo De Luca – che comunque da settimane insiste su un lockdown nazionale – secondo quanto annunciato ieri, sarebbe dovuta arrivare nella giornata di oggi.

L’ISS – Il presidente dell’ISS Brusaferro aveva dichiarato nel punto stampa: “quattro regioni che vanno verso rischio alto e nelle quali è opportuno anticipare le misure più restrittive”. In precedenza aveva anche sottolineato che 2 regioni hanno una occupazione dei posti letto sopra il 30%, due al 29%, mentre la curva per la resilienza, cioè l’impatto sui servizi sanitari, “sta crescendo e ci si avvicina a soglie di valori critici, in relazione al bisogno di rispondere ai bisogni di salute”

L’Italia, ha spiegato Brusaferro, “è un Paese a scenario 3. Siamo a un Rt di 1.7, con un intervallo di confidenza di 1.5″. Un rt che “ha mostrato un rallentamento nella sua crescita ma per ridurre i casi dobbiamo portare l’Rt sotto 1. Tutte le regioni sono sopra Rt 1, in alcuni casi a 2 – ha aggiunto -Tutti i sistemi vanno bene ma la battaglia per riportare l’epidemia ad una dimensione sostenibile passano soprattutto dai comportamenti quotidiani di ognuno: mascherine, igiene e distanze sono la chiave di lettura per riportare la curva a dimensione contenuta”.