La società di radiologia medica e interventistica fa chiarezza su come individuare un eventuale contagio da Coronavirus. “Non servono accertamenti con Tac e radiografie – spiega il presidente Roberto Grassi – perché non sono in grado di distinguere tra la polmonite causata dal Coronavirus e quella causata da altri virus. L’unico strumento valido è il tampone perché con la Tac e la radiografia si accerta la presenza di una polmonite interstiziale ma non si distingue tra quelle causate dal Coronavirus o da altri agenti come la clamidia o il micoplasma perché non c’è nessuna differenza”.

Un medico dell’ospedale Pellegrini da sette giorni aspetta di sapere se il tampone che gli è stato praticato dà risultati positivi o negativi. Come lui sono in attesa da giorni tantissimi cittadini perché gli accertamenti sull’eventuale contagio al Covid-19 procedono a passo di lumaca. Prima perché non c’erano i tamponi; ora perché lavorano con grandi difficoltà i nove laboratori individuati dalla Regione per questo esame, probabilmente anche per carenza di reagenti. Ritardi che la stessa Regione ritiene incompatibili con la necessità di dare alle persone interessate risposte chiare sulla positività o negatività degli esiti.

Da oggi del problema tamponi e dei ritardi nelle risposte si interessano Maurizio Di Mauro, il direttore generale dell’Azienda dei Colli e Antonio Postiglione, direttore generale del dipartimento Salute. “È compito di questi due dirigenti mettere a punto un piano che consenta di avere i risultati dei tamponi entro e non oltre le 24 ore”, ha chiarito il governatore De Luca.