La mascherina serve sempre o basta mantenere le distanze di sicurezza? Il virus si deposita solo sulle superfici o resta nell’aria? A queste domande hanno risposto dei ricercatori giapponesi che, attraverso l’uso di laser e telecamere ad alta sensibilità, hanno filmato la permanenza nell’aria di droplets e microdroplets, ovvero goccioline di saliva più o meno grandi, che produciamo quando parliamo o tossiamo. Le stesse goccioline che veicolano la trasmissione del virus.

Come si vede nelle immagini, quanto più grande è la particella di saliva, tanto minore sarà la durata della sua permanenza nell’aria. Il peso, infatti, la porterà a cadere prima.

Prendiamo una stanza grande quanto un’aula scolastica con all’interno 10 persone, opportunamente distanziate tra loro. Una persona, in un punto qualsiasi, tossisce. Dopo pochi minuti le gocce di saliva più grandi raggiungono terra. Le microdroplets, invece, essendo più piccole e leggere restano nell’aria più a lungo e, nel caso di uno starnuto, possono muoversi rapidamente nell’aria aiutate dalla naturale circolazione dell’aria. I ricercatori hanno calcolato che, dopo oltre venti minuti, le particelle più piccole restano ancora in circolo.

Gli esperimenti mostrano dunque come, negli ambienti chiusi, il rischio di contagio resta alto senza mascherina, pur rispettando la distanza di sicurezza in 1 metro e mezzo. Rischio che, inevitabilmente, si moltiplica quando si ha una conversazione ravvicinata con una persona. In quel caso le goccioline espulse vengono più facilmente inalate dal soggetto di fronte.

Ma per gli scienziati un modo esiste per impedire alle microdroplets di diffondersi nell’aria: aprire le finestre. Nel momento in cui si immette un nuovo flusso d’aria nella stanza, le goccioline vengono spinte giù e, in poco tempo, scompaiono. Per questo motivo, dunque, la raccomandazione è di aprire le finestre nei luoghi chiusi almeno una volta all’ora, per impedire che il virus, che potrebbe aleggiare nell’aria, sia inalato.