A Ischia tutto era pronto per accogliere il piccolo Marco. Il papà non vedeva l’ora di riabbracciare il suo bimbo di due anni e mezzo che non vedeva da settembre 2020, da quando la mamma lo aveva portato con sé senza dire a nessuno che in Italia non aveva più intenzione di tornare. Un bimbo conteso dai genitori, Marco. E ora in fuga dalla guerra in Ucraina. Strano il destino.

Il suo arrivo a Napoli era in programma proprio per ieri. Vederlo atterrare sarebbe stata la fine di una lunga attesa per padre e figlioletto. E invece la notizia dei bombardamenti scatenati dalla Russia sull’Ucraina hanno segnato l’inizio di una nuova e questa volta più straziante attesa per la famiglia del bimbo. Il piccolo non potrà più raggiungere Napoli. Non per il momento. Perché in Ucraina proprio da ieri è in atto la guerra voluta da Putin. Disperazione e angoscia hanno preso il posto dell’entusiasmo e della gioia con cui Marco sarebbe stato accolto dal padre e da tutta la famiglia. A Ischia non ci sarà nessuna festa. Il papà ha dovuto mettere da parte palloncini e giocattoli per seguire a distanza la fuga del figlioletto dalle bombe in Ucraina e tenersi in contatto con il suo avvocato Roberta Foglia Manzillo, la quale ha contattato tutte le autorità per capire come e quando far rientrare il piccolo Marco in Italia e sottrarlo al pericolo della guerra.

L’avvocato Foglia Manzillo ha scritto al Ministero dell’Interno, a quello degli Esteri, all’ambasciata italiana, alle autorità giudiziarie ucraine. Del resto era stato il Tribunale della città di Sumy ad accogliere l’istanza del papà ischitano e decidere per il rimpatrio di Marco. Entro il 12 febbraio la madre avrebbe dovuto provvedere spontaneamente al rientro del bambino ma non avendolo fatto, nonostante gli appelli delle ultime settimane e i venti di guerra che già soffiavano sull’Ucraina, si era deciso di procedere con un provvedimento del Tribunale. Il 14 febbraio motivi di salute del bambino avevano fatto rinviare il viaggio a ieri. Poi è subentrata la guerra. Dall’Ucraina le notizie arrivano cariche di paura e incertezze. Il bambino con la madre sarebbe in fuga verso la Polonia. Per il papà del piccolo a Ischia sono ore di angoscia e apprensione. Intanto la Corte di Appello di Sumsy ha disposto la sospensione dell’esecuzione dell’ordine di rimpatrio «fino a quando la decisione di ritorno non sarà efficace», si legge nel provvedimento datato 17 febbraio e comunicato solo ieri in tarda mattinata.

«Dopo aver lanciato l’allarme sui social network e sulla stampa, è arrivato un contrordine interpretativo della sentenza secondo cui, se non sono scaduti i termini per proporre appello o se si è proposto appello, si deve attendere l’esito della sentenza per mettere in esecuzione. Siamo attoniti – commenta l’avvocato Foglia Manzillo – Abbiamo la sentenza di primo grado del tribunale ucraino che ci dà ragione». I giudici avevano deciso che Marco poteva rientrare in Italia e riabbracciare il papà e la famiglia napoletana. Ieri doveva essere il gran giorno. Di buon’ora il papà del piccolo si era imbarcato da Ischia alla volta di Napoli. «Attendevo indicazioni per capire come si sarebbe svolto il viaggio, ero pronto a prendere qualunque aereo per andare a prendere mio figlio. Invece, come una doccia gelata, è arrivata la notizia della guerra», racconta.

«Sono in contatto telefonico con mia moglie – spiega -, mi ha detto di essere in auto con il bambino e la nonna. Sono in auto da ore, hanno attraversato un bosco. Da Ochtyrka sono diretti a Kiev e poi a Leopoli e in Polonia, dove un conoscente ha un albergo dove ospitarli. Poi non so cosa faranno. Io – aggiunge – sono pronto ad accogliere non solo mio figlio ma anche mia moglie e la sua famiglia. Qui sarebbero in salvo. Sono molto preoccupato, le notizie e le immagini che arrivano dall’Ucraina sono terribili».

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).