Ci sono i primi segnali di distensione sulla crisi Ucraina. Dopo una giornata di colloqui in cui è sembrato che tutte le parti propendessero verso il dialogo ma con riserve, dalla Russia arriva l’annuncio della fine delle esercitazioni in Crimea ai confini con l’Ucraina.

L’annuncio arriva dopo il primo ritiro effettuato ieri alla vigilia delle visite di negoziazione dei leader europei a Mosca. La Reuters aggiunge che il ministero della Difesa russo ha pubblicato un video che mostra una colonna di carri armati e veicoli militari che lasciano la Crimea annessa attraverso un ponte ferroviario dopo le esercitazioni.

Per Joe Biden che in serata ha parlato alla nazione su quanto sta accadendo in Ucraina la minaccia di guerra “rimane una forte possibilità”. “Siamo desiderosi di negoziare accordi scritti con la Russia”, di proporre “nuove misure sul controllo degli armamenti e sulla trasparenza”, ha continuato, affermando che alla diplomazia deve essere data “ogni possibilità di avere successo”. “Non vogliamo destabilizzare la Russia”, ha assicurato.
Anche Putin, prima del discorso del presidente americano, aveva detto di aver avviato “il ritiro di alcune truppe” ammonendo però gli occidentali “a non tirare troppo per le lunghe le trattative”.Biden, da parte sua, pur ribadendo più volte la continua apertura al dialogo, ha avvertito i russi che se attaccassero l’Ucraina «sarebbe una guerra di scelta, senza ragione». A questo proposito Biden ha aggiunto: «Nessuno dimenticherebbe che avete scelto di causare distruzione e morti inutili».

Il presidente si è rivolto anche agli americani a cui ha spiegato che se davvero scoppiasse una guerra anche loro ne subirebbero le conseguenze per l’aumento dei costi dell’energia. Ma ha anche sostenuto: «Se non difendiamo la libertà dove è a rischio oggi, pagheremo un costo più alto nel futuro». Biden ha ricordato che la Nato non è mai stata così unita, grazie alla «condivisione di valori democratici». Ha anche rivelato che Putin ha schierato 150 mila soldati, un numero più alto di quello che è stato citato finora, e che «non si vede traccia» del ritiro di truppe che Putin aveva assicurato di aver ordinato. Dunque l’impressione è che tutti propendano per il dialogo ma con un forte “però”.

“Il nostro dannato dovere è di evitare una guerra in Europa”, ha detto Olaf Scholz al termine del lungo incontro con Vladimir Putin al Cremlino. “La Russia non vuole la guerra”, ha ribattuto lui. «Le vie diplomatiche non sono concluse — dice il cancelliere al termine — e non dobbiamo cacciarci in un vicolo cieco perché sarebbe una sciagura. Siamo pronti con i nostri partner e alleati nella Ue e nella Nato e con la Russia a discutere i passi concreti per migliorare la sicurezza di entrambe le parti e quella comune».

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.