“Non vogliamo la guerra, non la vuole nessuno, ma nessuno dice nulla. Facciamoci sentire, scendiamo in piazza”. Recita così l’appello fatto dai Giovani per la Pace della Comunità di sant’Egidio di Napoli che hanno radunato in piazza i cittadini, napoletani e ucraini per gridare “Stop alla guerra”. In piazza Ruggero Bonghi non erano in tanti ma il messaggio è arrivato forte e chiaro: “Questa guerra non la vogliamo, siamo molto preoccupati per i nostri amici e partenti che sono ancora nel nostro paese di origine”, ha detto Tatiana Romaniuk, Ucraina in Italia da tantissimi anni.

In piazza c’erano molti cittadini ucraini che vivono e lavorano in Italia da tempo. Hanno condiviso con la piazza le loro preoccupazioni e i racconti che arrivano dai loro familiari ancora in Ucraina. “La guerra lì è iniziata otto anni fa, non è una novità – ha raccontato Tatiana, per mestiere interprete e traduttrice – Prima hanno occupato la Crimea, poi anche nella regione di Lugansk e Donetsk, avvenivano azioni militari. La Russia ha sempre negato che si trattasse dei loro militari, ma oggi ci sono i satelliti, e modalità per sapere da dove arrivano le truppe e le armi”.

Il clima in Ucraina è teso e in tanti sono sfibrati da questa guerra che dura da molto tempo ma che fin ora è stata taciuta. “Abbiamo avuto già tanti morti, ragazzi della mia età – racconta Victoria, che lavora a Napoli da tanti anni ma che ha ancora tutta la famiglia in Ucraina – Noi veniamo da Lutsk, vicino alla Polonia. Tutti i ragazzi con cui sono stata a scuola adesso sono sull’altro confine come militari. Tutti i ragazzi devono partire par aiutare a evitare che succeda la guerra. Vogliono difendere le loro mogli e bambini. Tutti noi vogliamo la pace per il nostro futuro”.

Per far sentire solidarietà e partecipazione anche alla sua mamma in Ucraina, Victoria accende il telefono con la mamma in videochiamata. “Per noi la solidarietà italiana è molto importante”, dice Victoria. “Nessuno in Europa vuole la guerra. Il popolo italiano ha sempre manifestato una grandissima solidarietà con il popolo ucraino – sottolinea Maksym Kovalenko, console generale d’Ucraina a Napoli – La Comunità Ucraina a Napoli è molto numerosa, ci sono oltre 25mila nostri connazionali. Tutti loro hanno parenti e amici ancora in Ucraina e sono tutti molto preoccupati per questa situazione. Nel nostro paese tutti vogliono la pace”.

Intanto i suoi connazionali raccontano una situazione drammatica nel paese d’origine. Tante persone che decidono di lasciare le loro case per trasferirsi in luoghi che sentono più sicuri. “Fanno paura i militari russi posizionati sul confine – spiega ancora Tatiana – Tanti si spostano dall’Est e dalle regioni confinanti con la Russia, c’è anche chi sta lasciando la Capitale perché si pensa che i soldati arriveranno ed entreranno a Kiev”.

Il flash mob dei giovani di Sant Egidio è uno dei primi appuntamenti che sono in programma nei prossimi giorni per dire no alla guerra in Ucraina. “Stasera come egli altri giovani per la pace di tutta Italia abbiamo organizzato questa manifestazione per la pace perché crediamo che oggi la guerra come risoluzione dei problemi non sia ammissibile”, ha detto Francesca Sepe, una dei volontari di Sant’Egidio.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.