Per decenni il Marocco è stato considerato un Paese fortemente dipendente dalle importazioni energetiche. Oggi il Regno punta a trasformare questa vulnerabilità in un’opportunità strategica attraverso l’idrogeno verde, leva di sovranità energetica, sviluppo industriale e leadership regionale.

Il Marocco decolla

Nel contesto della transizione verso economie a basse emissioni di carbonio, l’idrogeno verde si sta affermando come uno dei pilastri del sistema energetico del futuro. Grazie alle abbondanti risorse solari ed eoliche, alla vicinanza con l’Europa e a una strategia nazionale ben definita, il Marocco ambisce a diventare un importante hub mondiale di produzione ed esportazione. La sfida è particolarmente rilevante per un Paese che importa oltre il 90% del proprio fabbisogno energetico. L’idrogeno verde rappresenta quindi non solo una risposta agli obiettivi climatici, ma anche uno strumento di sicurezza energetica e competitività economica. Per sostenere questa ambizione, Rabat ha lanciato l’“Offerta Marocco”, una piattaforma destinata ad attrarre investimenti lungo l’intera filiera.

Lo sviluppo del settore

Il Governo ha individuato circa un milione di ettari per lo sviluppo del settore, con una prima tranche di 300.000 ettari già destinata ai progetti prioritari. La strategia è entrata nella fase operativa nel marzo 2025 con la selezione di cinque investitori e consorzi internazionali incaricati di sviluppare sei grandi progetti nelle regioni meridionali del Paese. Gli investimenti annunciati ammontano a oltre 32 miliardi di dollari. Tra i soggetti coinvolti figurano il consorzio ORNX Green Hydrogen, il tandem TAQA-Cepsa, la marocchina Nareva, il gruppo saudita ACWA Power e il consorzio cinese UEG–China Three Gorges. I progetti riguardano principalmente la produzione di ammoniaca verde, carburanti sintetici e acciaio verde, settori destinati a svolgere un ruolo centrale nella decarbonizzazione dell’industria globale. Secondo le stime, gli investimenti potrebbero generare circa 20 gigawatt di nuova capacità rinnovabile.

Gli hub strategici

Nel frattempo, OCP, colosso marocchino dei fosfati e tra i maggiori produttori mondiali di fertilizzanti, accelera la propria decarbonizzazione con la produzione di ammoniaca verde. Il partenariato con Engie potrebbe mobilitare fino a 17 miliardi di euro nelle rinnovabili, nell’idrogeno verde e nelle infrastrutture energetiche. Anche altri operatori internazionali guardano con interesse al Regno, TotalEnergies, ad esempio, studia un progetto destinato alla produzione di ammoniaca verde per il mercato europeo; la vicinanza geografica rende il Paese un partner naturale per l’approvvigionamento di idrogeno verde necessario alla decarbonizzazione dell’industria pesante, del trasporto marittimo e della chimica. Perfino le infrastrutture portuali rappresentano un vantaggio competitivo: Tanger Med, Jorf Lasfar e Nador West Med sono destinati a diventare hub strategici per la produzione e l’esportazione di carburanti verdi.

Piano 2030

Ma la partita dell’idrogeno verde si gioca su un terreno altamente competitivo. Mentre diverse potenze energetiche emergenti moltiplicano gli investimenti per assicurarsi un posto nella futura geografia delle energie pulite, il Marocco dovrà dimostrare di saper passare rapidamente dalla visione alla realizzazione. È sulla velocità di esecuzione che si giocherà gran parte del suo vantaggio competitivo. Intanto, secondo diverse stime, entro il 2030 il Marocco potrebbe coprire oltre il 4% della domanda globale di idrogeno verde, rafforzando il suo ruolo di ponte energetico tra Africa ed Europa.

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