“Oggi probabilmente ci sarà una battaglia estrema” a Mariupol. Forse l’ultima, perché le risorse sono finite. Quindi l’invito dei marines, al popolo ucraino, “ di ricordarli con una parola gentile”. È quanto si legge sulla pagina Facebook  della 36a Brigata Marina Separata intitolata al contrammiraglio Mikhail Bilinsky, che sta combattendo nella città ucraina devastata dai bombardamenti. A riferire la circostanza è ‘Strana.Ua.’ ripresa da Ria Novosti.  

Un post che il vicesindaco di Mariupol Serhiy Orlov ha smentito, secondo la Bbc. L’appello è stato pubblicato sulla pagina Facebook non ufficiale della 36esima brigata della Marina ucraina. Nel post si leggeva che l’unità sta finendo le risorse e che si sta dirigendo verso la sua “ultima battaglia”. Alcuni osservatori ucraini hanno messo in dubbio l’autenticità del post, scritto in russo. “La situazione a Mariupol è estremamente diversa“, ha affermato l’ex soldato ed esperto militare Andriy Shor sotto il post originale. “E’ assolutamente chiaro che la pagina è stata hackerata”.

L’appello al popolo ucraino

“Dopo 47 giorni di difesa di Mariupol, le risorse della Brigata si sono esaurite” scrivono i marines sul social network, lasciando una sorta di ‘testamento’. “Abbiamo tenuto adeguatamente la difesa facendo l’impossibile. Ma tutte le risorse tendono a esaurirsi“, si legge sul messaggio. Parole disperate: “Per più di un mese, i marines hanno combattuto senza rifornimento di munizioni, senza cibo, senza acqua“. La fanteria “è morta” e ora “artiglieri, cannonieri antiaerei, segnalatori, autisti, cuochi e musicisti della banda stanno combattendo”. 

Quindi il riferimento ‘all’ultima battaglia’: “Oggi probabilmente ci sarà una battaglia estrema” e un “ulteriore combattimento corpo a corpo”, che porterà “morte per alcuni e prigionia per altri”. Poi l’accorato appello alla popolazione: “Stiamo lentamente scomparendo. Caro popolo ucraino non so cosa accadrà dopo, ma ti prego, ricorda i marines con una parola gentile e non importa come gli eventi si svilupperanno ulteriormente, non parlare male dei marines“.

Durante oltre 40 giorni di intensi combattimenti, “il nemico gradualmente ci ha respinto, ci ha circondato e ora sta cercando di distruggerci”, spiega la Brigata, sottolineando la mancanza di aiuto dal comando dell’esercito e dal presidente Volodymyr Zelensky. “Ci sono state solo promesse non mantenute“, denunciano quindi i militari a Mariupol.

Sui social in molti hanno ipotizzato che il post fosse il risultato di un hacker. Ma la volontaria della prima compagnia d’assalto del DUK PS Alina Mikhailova ha invece confermato che la circostanza è vera, riporta l’Ansa

Proprio oggi 11 aprile il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in occasione del suo discorso al Parlamento sudcoreano, aveva parlato di quanto avvenuto nella città: “Mariupol è stata distrutta, ci sono decine di migliaia di morti, ma nonostante questo, i russi non fermano la loro offensiva”.

“Abbiate fede nelle forze armate dell’Ucraina”

Le milizie separatiste filorusse hanno annunciato di aver conquistato l’intera area del porto di Mariupol, ultimo avamposto dei difensori della città portuale insieme all’acciaieria Azovstal. L’agenzia di stampa russa Tass ha infatti riportato le parole di Denis Pushilin, leader delle forze dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk: “Riguardo al porto di Mariupol, è ora sotto il nostro controllo“.

Ma il comandante in capo delle forze di Kiev, il generale Valeriy Zaluzhnyi, in una dichiarazione su Facebook, ha dato una versione differente: “Le comunicazioni con le unità delle forze di difesa che eroicamente resistono nella città sono mantenute stabili – ha scritto il generale – facciamo il possibile e l’impossibile per la vittoria e la protezione delle vite dei militari e dei civili. Abbiate fede nelle Forze Armate dell’Ucraina”.

Roberta Davi