Il giorno dopo la manifestazione delle sardine a Riace il sindaco Leghista Antonio Trifoli va all’attacco: “Per gli organizzatori erano 15mila, ma in realtà erano 150, compresi i giornalisti”. Il sindaco avrebbe fatto leva sulla richiesta che Jasmine Cristallo ha inviato alla questura di Reggio Calabria e per conoscenza al comune di Riace per comunicare il flash mob. Nella comunicazione c’era scritto che si prevedeva l’affluenza di 150/200 persone. Ma in piazza le sardine erano molte di più.

Il sindaco, che secondo il Tribunale di Locri sarebbe stato incandidabile, non solo ha sminuito le sardine ma ha anche pubblicato la mail della Cristallo senza cancellare i suoi dati personali. “Un fatto gravissimo. Il sindaco di Riace, il leghista Antonio Trifoli, ha reso pubblico l’indirizzo di casa e l’e-mail di Jasmine Cristallo. Mettendo tra i commenti di una pagina Facebook lo screenshot della sua e-mail inviata al Comune con tutte le sue informazioni”. Lo afferma su Fb Leonardo Cecchi, un militante delle Sardine.

“Ha così esposto pubblicamente una donna, lei, che ha ricevuto insulti e minacce da parte dei sovranisti. Che è stata messa alla gogna dallo stesso Salvini – prosegue il post di Cecchi – Roba da pazzi. Questo è un sindaco. È un amministratore. È un rappresentante delle istituzioni. Ed ora ha messo in circolo, in rete, l’indirizzo di questa donna. Che è adesso quindi esposta a qualunque fanatico. Il fatto va denunciato. E subito. Non è tollerabile che sia accaduto questo. E provvedimenti devono essere presi. Non seri. Ma serissimi. Siamo con Jasmine. Oggi più che mai”. Cristallo starebbe valutando se denunciare il sindaco di Riace, a quanto si apprende.