Da settimane il Sud Africa è travolta da un’ondata di violenza nei confronti degli immigrati che non accenna a fermarsi. Il Mozambico ha denunciato l’uccisione di altri due suoi cittadini, immigrati a Pretoria lungo il confine fra le due nazioni dove gli episodi violenti sono in crescita. Sono già migliaia le persone rimpatriate in altri stati africani che temevano per la propria vita. Le prime manifestazioni anti-immigrati si sono verificate nella grandi aree urbane, ma si sono rapidamente espanse a tutto il paese.

Omicidi, saccheggi, incendi hanno colpito la popolazione immigrata, proveniente soprattutto da Zimbabwe, Mozambico, Malawi, Etiopia e Somalia. La rabbia non ha risparmiato nemmeno coloro che erano in possesso di un regolare permesso di soggiorno, che hanno tentato di rifugiarsi in improvvisati campi di accoglienza. Intere famiglie hanno già abbandonato il Sud Africa aiutati dai paesi di origine che hanno organizzato voli di ritorno come la Nigeria.

La violenza nasce fra le fasce più povere della popolazione sudafricana che accusa gli immigrati di sottrarre posti di lavoro, servizi pubblici e opportunità economiche in una nazione alle prese con una disoccupazione tra le più elevate al mondo e profonde disuguaglianze sociali. Migliaia di persone si aggirano minacciose gridando slogan come “mabahambe”, che significa “devono andarsene”, con le buone o con le cattive: via gli immigrati dal Sudafrica, via dalle loro case, dai loro posti di lavoro.

Le organizzazioni non governative parlando già di almeno 40mila cittadini stranieri che hanno abbandonato il Sud Africa. La polizia sudafricana ha dichiarato di aver arrestato oltre 900 persone e più di 6.800 migranti illegali soltanto nell’ultima settimana. La Nigeria ha però denunciato l’uccisone di due suoi cittadini vicino alla capitale, dichiarando che uno dei due sarebbe stato presumibilmente ammazzato dalla polizia, un fatto negato dalle autorità di Pretoria.

Il Sud Africa rimane una delle nazioni più pericolose del mondo con un tasso di omicidi che arriva a circa 70 persone al giorno. Avere piena consapevolezza di quello che accade rimane difficile. La situazione economica è preoccupante e sono indubbie le responsabilità del governo anche nell’arginare la violenza nella società. Il presidente Cyril Ramaphosa ha dichiarato che non sarà permesso a gruppi organizzati di usare le legittime preoccupazioni dei sudafricani per destabilizzare il nostro paese incitando all’illegalità e alla violenza, perché l’applicazione delle leggi sull’immigrazione è una responsabilità esclusiva dello Stato, ma la realtà appare molto diversa dei soliti proclami.

Avatar photo

Matteo Giusti, giornalista professionista, africanista e scrittore, collabora con Limes, Domino, Panorama, Il Manifesto, Il Corriere del Ticino e la Rai. Ha maturato una grande conoscenza del continente africano che ha visitato ed analizzato molte volte, anche grazie a contatti con la popolazione locale. Ha pubblicato nel 2021 il libro L’Omicidio Attanasio, morte di una ambasciatore e nel 2022 La Loro Africa, le nuove potenze contro la vecchia Europa entrambi editi da Castelvecchi