Poche immagini hanno la forza del Quarto Stato nel raccontare un’idea di progresso, di emancipazione, di futuro. Lo abbiamo scelto come luogo simbolico dove annunciare, insieme a Pina Picierno, l’adesione di Adesso! al percorso di Spazio Pubblico. Perché le ragioni di questa scelta, che poi sono le ragioni del nostro impegno, si ispirano a quello che per noi è il significato profondo del quadro: portare avanti chi è nato indietro, prendendo in prestito le parole di Pietro Nenni. Dovrebbe essere la naturale vocazione di qualsiasi forza progressista, purtroppo non è così. Da sempre una parte della sinistra si è data come obiettivo l’opposto: portare indietro chi è nato avanti, combattere la ricchezza anziché la povertà.

Un’impostazione più volte sconfitta dalla storia e che cerca rivincite riesumando la scala mobile, ultima grande battaglia (persa) del PCI, agitando una patrimoniale punitiva, minimizzando le minacce ai nostri confini (e dentro i nostri confini!), mettendo Enrico Berlinguer sulla tessera del partito, egemonizzando il centrosinistra.

La rivincita è contro il verdetto del 1989, contro la democrazia liberale e il suo sistema socio-economico, in ultima analisi contro l’occidente.
Ma quei sentimenti e risentimenti (di nuovo Nenni) non possiamo condividerli e neppure permetterceli. In un Paese che ha conosciuto 30 anni di stipendi fermi e che negli ultimi anni ha visto la performance dei salari reali peggiore tra i Paesi OCSE (davanti solo alla Nuova Zelanda) servono proposte concrete. E ne abbiamo presentate alcune: usare la contrattazione di secondo livello (aziendale e territoriale) per aumentare in fretta gli stipendi ovunque possibile, con una detassazione integrale degli aumenti per colmare il gap con gli stipendi europei e combattere il sommerso, estendere a tutte le lavoratrici e i lavoratori i CCNL più rappresentativi come previsto dall’art. 39 della Costituzione, aumentare gli stipendi di ingresso con una riduzione dell’Irpef mirata, riconoscere il diritto alla non obsolescenza, che significa formazione continua sulle materie innovative.

Sono proposte immediate, strumenti di giustizia sociale e per la crescita, che è l’unico modo per invertire in modo strutturale il trend degli stipendi.
Su questo sfidiamo il governo, dopo il suo pacchetto del primo maggio, varato all’insegna del “troppo poco e troppo tardi”. E sfidiamo il Campo Largo, che pretenderebbe di avere l’esclusiva della materia senza però mettere in campo proposte, con l’eccezione del salario minimo (proposta condivisibile, ma che riguarda un numero molto limitato di lavoratori) e della obsoleta scala mobile, che addosserebbe a partite iva e famiglie le incognite dell’inflazione.

Per farlo dobbiamo costruire alleanze al centro? Lo abbiamo fatto in larga parte della nostra storia, come quando Nenni restituì il premio Stalin. Premio che oggi, aggiornato ai tempi, nel Campo Largo avrebbe più di un candidato per vicinanza agli interessi russi.

Tomaso Greco

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