Fabio Grosso non è più l’allenatore della Fiorentina. L’esonero è stato annunciato domenica sera dal club attraverso un comunicato ufficiale. Finisce dopo sole quattro partite (tre di campionato, una di Coppa Italia) l’avventura dell’allenatore abruzzese sulla panchina viola, complici le tre sconfitte in altrettante partite di Serie A, condite da 9 goal subiti e appena uno segnato. D’altronde si sarebbe dovuto capire già da sabato quale sarebbe stato il destino del tecnico quando, al triplice fischio della partita persa contro il Torino, il Franchi ha intonato il coro: “Grosso salta la panchina“.

Nelle ore successive al match la società aveva dichiarato che Grosso non era in alcun modo in discussione, ma evidentemente l’evolversi della situazione ha cambiato le carte in tavola che, alla fine, hanno portato alla comunicazione dell’esonero nella serata di ieri. Al posto dell’allenatore ex Sassuolo, la Fiorentina ha optato per il ritorno di Paolo Vanoli, già subentrante nella scorsa stagione a Pioli dopo l’avvio (anche in quel caso) agghiacciante dei viola.

Il progetto fallito

Situazione paradossale quella della Fiorentina se si pensa che questa estate è stata incoronata da molti come la “regina del mercato”, complici i colpi messi a segno uno dietro l’altro da Paratici, con una spesa totale pari a circa 130 milioni di euro. Proprio Grosso era stato il primo “acquisto” del ds dei viola, che però prima di arrivare a lui aveva sondato i profili di tecnici, a suo avviso, più accreditati. L’epilogo finale di ieri sera è stato probabilmente accentuato anche da una discussione avvenuta tra l’ex campione del mondo e Fabio Paratici, a dimostrazione di quanto il progetto che sembrava aver ridato una nuova vita alla Fiorentina sia già miseramente fallito. Discussione dovuta a divergenze sul mercato.

L’inizio che aveva fatto ben sperare

Eppure Grosso aveva iniziato bene, con una vittoria convincente in Coppa Italia contro il Benevento. Poi, la Caporetto in campionato: Roma-Fiorentina 0-4, Fiorentina-Frosinone 0-3, e Fiorentina-Torino 1-2. Proprio la sconfitta interna in rimonta subita dai ragazzi di Abate ha scaturito l’ira dei tifosi e la conseguente scelta drastica della società, che si era prefissata di rimandare ogni discussione sul tecnico alla sosta per le nazionali, salvo ripensarci nel giro di un giorno.