È tutt’altro che chiusa la polemica sulle sedi delle partite di Euro 2020 e il rischio contagi da variante Delta. E arriva anche in Italia. Arriva con l’Inghilterra, che sabato sera alle 21:00 allo Stadio Olimpico di Roma dovrà giocare i quarti di finale contro l’Ucraina. E proprio il Regno Unito è il Paese che a partire da inizio luglio aveva visto l’impennata dei nuovi contagi per via della diffusione da variante Delta. Sarà impossibile, allo stato attuale, per i tifosi britannici raggiungere Roma: il ministro della Salute Roberto Speranza ha infatti il 18 giugno emesso un’ordinanza che prevede una quarantena di cinque giorni.

Chi ha soggiornato o transitato nel Regno Unito nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia deve sottoporsi a tampone nelle 48 ore precedenti l’ingresso, ad isolamento fiduciario per 5 giorni ed effettuare un nuovo tampone al termine dell’isolamento”, dettava il testo della nota diffusa il 18 giugno. Requisito valido per vaccinati e non. Secondo l’ultimo studio dell’Istituto Superiore di Sanità Delta in Italia è al 16%. Nel Regno Unito ha soppiantato la variante Delta, fino al 95% dei contagiati. I vaccini sono efficaci fino al 90% dopo la seconda dose contro le forme gravi e quindi le ospedalizzazioni. La variante comunque preoccupa visti i picchi di nuovi positivi che si stanno registrando un po’ in tutto il mondo. In Russia stanno salendo per esempio anche i morti, ieri il picco dall’inizio dell’emergenza.

Al momento è improbabile che Londra chieda un’eccezione per i suoi tifosi. Sono 2.500 i biglietti destinati alla Federazione inglese sui 16mila spettatori che domani saranno ammessi all’Olimpico. L’ordinanza era stata emessa da Speranza per prevenire la diffusione della variante Delta. Per lo stesso motivo potrebbero essere create sul territorio delle Zone Rosse per contenere il contagio – la variante sembra essere del 40, 60% più trasmissibile. Il governo di Boris Johnson, visto l’aumento di contagi aveva rinviato l’ultimo step di aperture dal 21 giugno al 19 giugno.

Tutt’altro che chiusa anche la questione della finale dell’11 luglio a Wembley, Londra. Sia la cancelliera tedesca Angela Merkel che il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi nelle scorse settimane avevano richiamato a non giocare la finale del torneo “in un Paese dove crescono i contagi”. E ieri si è espressa di nuovo l’Unione Europea attraverso il vicepresidente della Commissione Margaritis Schinas: “L’Uefa deve analizzare molto attentamente la situazione delle semifinali e della finale degli Europei a Wembley – ha osservato – L’idea di uno stadio pieno in un momento in cui siamo così preoccupati per la presenza della variante Delta dà il messaggio che serve una valutazione attenta”.

Sia Londra che l’Uefa hanno però escluso un cambio di location per semifinali e finali. Anzi sugli spalti di Wembley sarà consentito l’accesso a più di 60mila spettatori, 20mila in più dei 40mila inizialmente previsti, sulla capienza totale di 90mila posti. Nel frattempo i commissari dell’Ue in una lettera ai 27 Stati membri hanno chiesto ai Paesi un coordinamento delle misure restrittive sui viaggi e il certificato digitale vaccinale.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.