Quello tra Johnny Depp e Amber Heard è probabilmente il processo per diffamazione più mediatico di sempre. Non solo per la fama delle persone coinvolte e  per al quantità di star di Hollywood che sono state chiamate a testimoniare. Ma anche per le interminabili dirette televisive che hanno portato virtualmente in aula milioni di spettatori da tutto il mondo. Mentre forse il popolo dei social ha già deciso che Depp è innocente, il processo in aula ha una battuta d’arresto.

Nulla di fatto per la giuria chiamata a decidere sulla causa per diffamazione intentata da Johnny Depp all’ex moglie Amber Heard. La giuria del processo Depp contro Heard in corso a Fairfax in Virginia ha aggiornato i lavori dopo alcune ore in camera di consiglio senza trovare l’unanimità sul doppio verdetto per raggiungere il quale, a giudizio degli esperti legali che hanno seguito il processo, ci vorranno parecchi giorni.
Oggi i giurati hanno comunicato con la giudice Penney Azcarate chiedendo lumi su come interpretare una delle domande a cui devono rispondere per valutare se effettivamente Amber Heard ha diffamato l’ex marito: come cioè interpretare il titolo dell’editoriale pubblicato dall’attrice sul Washington Post nel 2018, due anni dopo il divorzio da Johnny, in cui lei si è presentata come vittima di violenza domestica. Le deliberazioni proseguiranno domattina.

Johnny Depp nel frattempo è in Gran Bretagna per una serie di concerti con l’amico Jeff Beck a Sheffield e Londra. Quanto a Amber, “per il momento” non ha voluto indicare se sarà presente alla lettura del verdetto. Nell’assenza dei protagonisti sono scomparsi anche i fan che per sei settimane si erano radunati sotto il tribunale, alcuni di loro nella speranza di entrare in aula per assistere al procedimento.

Il giudice Penney Azcarate ha detto che i giurati si chiedevano se dovessero considerare il titolo come diffamatorio o se ciò dovesse essere collegato al “contenuto complessivo della posizione espressa nell’intero editoriale”. “Penso che ci sia confusione perché ciò di cui si discute è racchiuso nel titolo dell’editoriale, quindi penso che i giurati siano confusi sul fatto se il problema sia nell’intero editoriale o o soltanto nel titolo”, ha detto il giudice, “ma è chiaro che il titolo è la dichiarazione”.

Sui moduli distribuiti ai giurati per arrivare al loro verdetto, il titolo dell’editoriale è una delle tre affermazioni che la giuria deve valutare nel determinare un giudizio in favore di Depp. I sette giurati devono anche decidere se le dichiarazioni nel contenuto dell’editoriale della Heard siano diffamatorie. In un passaggio ha scritto: “Poi, due anni fa, sono diventata una figura pubblica che rappresenta gli abusi domestici e ho sentito tutta la forza dell’ira della nostra cultura per le donne che ne parlano”. In un altro passaggio scrive: “Ho avuto un punto di vista privilegiato per osservare, in tempo reale, come le istituzioni proteggono gli uomini accusati di abusi”.

Il team legale della Heard ha notato che Depp non viene mai menzionato nell’editoriale o nel titolo, ma gli avvocati dell’attore hanno ribattuto che era chiaro a tutti i lettori a chi si riferiva la sua ex moglie nel pezzo. Mentre il contenuto dell’articolo della Heard si riferiva solo agli abusi domestici e non specificava se fossero di tipo fisico o emotivo, il titolo ha fatto un ulteriore passo in avanti nella sua affermazione di violenza sessuale.

Durante il processo, Heard ha affermato che Depp l’ha aggredita sessualmente durante una discussione nel marzo 2016, ma il team legale di Depp ha lavorato a lungo per dimostrarne l’infondatezza. E mentre il team legale dell’attrice ha notato che non ha scritto lei il titolo dell’editoriale, gli avvocati di Depp si sono concentrati sul fatto che Amber Heard ha twittato il suo articolo senza contestarne il titolo. Heard ha controcitato in giudizio per 100 milioni di dollari il suo ex marito e la giuria sta deliberando anche sulla richiesta di diffamazione per tre affermazioni contro di lei contenute nelle osservazioni fatte dall’avvocato di Depp.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.