Dopo Beppe Grillo anche la madre, e seconda moglie del comico genovese, Parvin Tadjik interviene a difesa di Ciro Grillo, il figlio ventenne della coppia accusato di violenza sessuale insieme con altri tre amici ai danni di una ragazza. Un fatto risalente alla notte del 17 luglio 2019, in Costa Smeralda, Sardegna. Parvin Tadjik, dopo il video del marito che ha scatenato una vera e propria bufera, per il tono violento e le accuse nei confronti dei giornalisti e implicitamente nei confronti della ragazza che ha denunciato la violenza, è intervenuta commentando un post dell’ex ministra e capogruppo di Italia Viva alla Camera Maria Elena Boschi, tra i più critici verso il video di Grillo.

“Caro Grillo ti devi semplicemente vergognare. Le sue parole sono piene di maschilismo. Quando dice che la ragazza ci ha messo 8 giorni a denunciare fa un torto a tutte le donne vittime di violenza e forse non sa il dolore che passa attraverso quelle donne, che spesso impiegano non giorni, ma settimane per superare magari la vergogna e l’angoscia”, aveva dichiarato l’ex ministra.

“C’è un video che testimonia l’innocenza dei ragazzi, dove si vede che lei è consenziente, la data della denuncia è solo un particolare”, ha commentato invece, proprio al post con le dichiarazioni di Boschi, la moglie del comico e del fondatore del Movimento 5 Stelle. E quindi anche la donna surclassa tutto il processo e scagiona il figlio – innocente fino a condanna definitiva, chiariamo – come aveva fatto il marito che aveva detto: “C’è un video in cui si vede un gruppo che ride, ragazzi di 19 anni che si divertono e ridono in mutande” perché “sono quattro coglioni, non quattro stupratori”.

Gli atti depositati dalla Procura riportano che gli accusati avrebbero “afferrato per i capelli la ragazza, l’hanno ubriacata costringendola a bere mezzo litro di vodka e l’hanno violentata a turno”. Per i pm la lucidità della vittima sarebbe stata “enormemente compromessa” dalle sue “condizioni di inferiorità psicologica e fisica”. Secondo Grillo, e a questo punto anche secondo la moglie, tra le prove che scagionerebbero il figlio – e gli amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittoria Lauria – il fatto che la ragazza in seguito avrebbe fato kite-surf e denunciato otto giorni dopo. Federica Daga, deputata del Movimento 5 Stelle, ha commentato che ci mise sei mesi per denunciare la violenza. I grillini, già piagati e fiaccati dal cortocircuito sui finanziamenti alla piattaforma Rousseau e dalla ricostruzione ancora oscura a opera dell’ex premier Giuseppe Conte, si sono spaccati sulle parole del Garante.

Un’uscita violenta e indegna considerando le difficoltà cui vanno incontro le donne che subiscono violenze e non riescono, per questioni psicologiche o pressioni esterne, a trovare il coraggio o il modo di denunciare. Ciro Grillo è colpevole fino a prova contraria. Il padre ne ha fatta una questione politica gridando: “Arrestate me”. I video al quale si riferisce la coppia sono stati acquisiti dalla Procura dai cellulari degli accusati.

Parvin Tadjik, la notte dei fatti, dormiva nell’appartamento accanto a quello dove si sarebbe consumato lo stupro. I ragazzi avevano trascorso la serata al Billionaire di Flavio Briatore, dove hanno incontrato due ragazze invitate a casa di Grillo in Costa Smeralda. La madre di Ciro sarebbe stata intercettata dopo aver testimoniato. “Non ho sentito nulla”, aveva detto la donna. Immediata la replica di Boschi tramite i social: “Parvin Tadjik, i processi si fanno in aula non sui social. Si chiama giustizia, non giustizialismo. Suo marito Beppe Grillo ha massacrato mio padre ma quando è stato archiviato non una parola, nemmeno ‘scusa’. Io non giudico suo figlio, giudico suo marito: colpevole d’odio”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.