Su Sabrina Quaresima, la preside dell’Istituto Montale di Roma, accusata di avere una relazione (ancora presunta) con uno studente, è partita la gogna mediatica e non solo. La preside ha fin ora sempre respinto quelle accuse ma questo non è bastato per placare il chiacchiericcio nei suoi confronti. Ma c’è chi invece ha conosciuto la preside, i suoi ex allievi del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma che di lei possono raccontare molte cose. E lo hanno fatto con una lettera.

“Il livello di abbruttimento di questo Paese è tale che basta una semplice accusa perché mandrie belluine di analfabeti si scatenino contro di lei, rivolendole insulti e provocazioni oscene. La prof Quaresima è una donna di estremo valore ma anche una persona scomoda e implacabile nei confronti di chi ogni giorno umilia la scuola pubblica”, hanno scritto nella lettera inviata alla redazione di Open.

La presunta relazione sarebbe avvenuta con uno studente maggiorenne e non è emerso alcun dettaglio sul fatto che la preside avesse potuto forzare in qualche modo quel rapporto. Come dimostrano anche le chat pubblicate e che hanno solo violato la privacy e i sentimenti di una donna che invece i suoi ex allievi descrivono come “ una gemma di raro splendore che la scuola italiana dovrebbe valorizzare e proteggere”.

E, invece, è bastata una notizia di questa portata per “distruggere una persona”: “Ogni giorno trascorreva con noi circa sei ore di tempo, sia assistendo alle lezioni sia accompagnandoci a mensa sia aiutandoci nello studio pomeridiano”, aggiungono. Raccontano dell’impegno della docente nel laboratorio di filosofia su base volontaria e gratuita, per far ottenere agli studenti i biglietti per il teatro dove li accompagnava periodicamente, ha lavorato “instancabilmente per renderci cittadini più liberi e consapevoli, interpretando alla perfezione il ruolo pedagogico che la scuola pubblica dovrebbe avere”.

Per poter partecipare al concorso – che poi l’ha portata a diventare preside al Montale di Roma – ha «dovuto lasciare il posto da educatrice e presentarsi come insegnante di scuola primaria, senza alcuna certezza di essere effettivamente selezionata». Questa scelta “l’ha costretta a rinunciare sia alla comodità di un istituto come il Convitto sia a trascorrere l’ultimo anno di liceo con la nostra classe. Ricordiamo tutti il dolore che l’impossibilità di accompagnarci al termine del quinquennio le ha arrecato”.

Il gruppo di ex allievi condanna le accuse che sono piovute addosso alla loro professoressa e parlano di vicende che, “prima di essere messe in pubblica piazza, dovrebbero essere appurate”. Parlano, poi, di “una donna sincera, volitiva, integerrima, giusta. È professionale nel suo lavoro e mette sempre in chiaro che i ruoli vadano rispettati: ha criticato più volte alcuni nostri docenti per un atteggiamento troppo amichevole o poco severo nei nostri confronti”. Nel corso di quattro anni, è stata l’ultima persona che “si potesse accusare di avere preferenze o rapporti personali equivoci con gli studenti”. Le sue capacità e il suo impegno “erano, e sono tuttora, causa di profonda invidia da parte di colleghi meno volenterosi di lei”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.