“La creazione di una linea di abbigliamento è un’opportunità di lavoro in più, ma soprattutto un augurio di speranza nel poter ripartire dopo questa brutta esperienza con il Covid”. Riccardo Ciullini, 53 anni di Firenze, è soltanto uno dei tanti lavoratori che ha subito la crisi derivata dall’arrivo della pandemia da coronavirus. Bagnino da oltre 24 anni, Riccardo si è ritrovato durante il primo lockdown primaverile a fare i conti con la cassa integrazione e un lavoro che non poteva più svolgere dopo anni di attività.

Solo il periodo estivo gli ha permesso di riprendere fiato, così come tutti i suoi colleghi bagnini: “Nella prima ondata pandemica siamo stati in grossa difficoltà, ci siamo ripresi solo ricominciando a lavorare in estate”, racconta Riccardo al Riformista. “I miei colleghi continuano a fare i bagnini. La nostra categoria storicamente è molto bistrattata, anche prima della pandemia abbiamo spesso lottato per poter riscuotere il nostro stipendio regolarmente, e non dopo mesi”.

Riccardo, infatti, percepisce la quota di contribuzione del Fondo Integrazione Salariale (FIS) lavorando 9 ore settimanali negli impianti sportivi, attualmente chiusi al pubblico ma aperti solo agli atleti professionisti. “Purtroppo nonostante la professione di bagnino richieda grosse responsabilità, nell’immaginario collettivo è un lavoro da ragazzi per mantenersi gli studi, esclusivamente estivo. Ma per fortuna io e i miei colleghi siamo con una società sportiva che, seppur in crisi, ha sempre rispettato le scadenze”.

LA LINEA PRINCE OF THE SEA – La spettacolare vista del capoluogo toscano e la voglia di rimettersi in moto, hanno dato a Riccardo l’input giusto per intraprendere il suo sogno già cominciato prima dell’epidemia ma mai preso sul serio. Attraverso scatti che riprendono i bellissimi scorci della città fiorentina, a fare da protagonisti ci pensano atleti, colleghi e amici che si sono prestati ad indossare i capi della sua linea per aiutarlo nella pubblicità del marchio. Come spiega il bagnino, “questa idea l’avevo già prima della pandemia ma era fortemente scoraggiata, anche perchè le reazioni delle persone erano di derisione. Con l’aiuto di un amico sognatore e un po’ pazzo come me, Alessandro Mascelli, e grazie alla collaborazione di colleghi bagnini, istruttori e atleti ho preso coraggio e ho deciso di partire con il progetto Prince of the sea”.

Regolarmente registrato, il marchio con il Marlin stilizzato su t- shirt, giubbotti, felpe, pantaloni di taglio sportivo, gadget, bracciali e occhiali, ha dato vita ad una linea creata per la maggior parte da artigiani fiorentini. Il bagnino toscano ha infatti voluto mettere in piedi un progetto che coinvolgesse tutti gli aspetti della sua vita professionale e personale, aiutando anche sia la sua che altre categorie della sua città colpite dalla crisi Covid. La linea di abbigliamento ha per Riccardo non soltanto un valore lavorativo ma è fortemente impresso da una componente emozionale. “Prince of the sea per me è l’amore e la passione che che mi legano al mare. Il simbolo, il Marlin, rappresenta sinonimo di forza, di pesce indomabile per qualsiasi parco acquatico nonché ricordo delle storie di avventura che più hanno influenzato la mia adolescenza da Ventimila leghe sotto i mari, Moby dick, Capitani coraggiosi al Vecchio e il Mare di Ernest Hemingway, da cui il mio Marlin prende spunto”.

Come testimonia il suo racconto e il suo progetto, Riccardo tiene molto alla salvaguardia del mare e dell’ambiente. Per questo, la sua linea di abbigliamento nasce non soltanto come passione ma anche come impegno per la tutela dell’ecosistema marino e tutto ciò che lo riguarda. Infatti, non a caso la linea Prince of The sea  è sportiva e casual e nasce per chi ama il mare e la nautica. “Per me il mare non è stato mai legato alla sola vacanza estiva ma ha tirato fuori la mia immaginazione, il senso di avventura e la forte emotività per le storie di uomini che per vivere dovevano rischiare la vita in questo ambiente meraviglioso e allo stesso tempo spietato”.

Nonostante la mancanza di lavoro e le difficoltà economiche, ha trovato la forza di reagire con “un’idea a dir poco ambiziosa”. “Ho sentito la forte necessità di smettere di deprimermi”, racconta Riccardo immergendosi con tutto se stesso in questa nuova avventura anche se, come specifica, non è necessariamente un cambio di lavoro ma piuttosto un’opportunità in più e una spinta a far viaggiare i suoi sogni e a dare una rotta decisiva alle sue passioni. In vista delle vacanze di Natale, il progetto sarà ingrandito dalla vendita e-commerce attraverso un sito dedicato, oltre alle pagine social Facebook ed Instagram. Sulla possibilità di una sfilata di moda, Riccardo ha le idee chiare: “Perché no, vista la fatica di essere arrivati fin qui sarebbe bello. Ma sempre con i piedi ben piantati a terra”.