A soli cinque giorni dall’ultimo dpcm ne arriva un altro reso indispensabile per l’impennata di contagi. “Non possiamo perdere tempo, il paese non può permettersi una nuova battuta d’arresto che comporterebbe un danno per tutto il tessuto economico”, ha detto il Premier Giuseppe Conte esponendo le novità durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Stop al consumo di alcolici in piedi fuori dai locali dalle 18, tavoli al ristorante fino a mezzanotte e al massimo per sei. A questo si aggiunge la possibilità per i sindaci di chiudere strade e piazze particolarmente frequentate alle 21, stabilendo di fatto dei “mini-coprifuoco” locali. Locali senza posti a sedere chiusi alle 18. Stop a tutti gli sport da contatto, anche dilettantistici. A piscine e palestre Giuseppe Conte, che ha parlato in conferenza stampa alle 21.30, ha dato sette giorni di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza, altrimenti scatta la chiusura. Quanto alla scuola, il premier ha assicurato che “proseguono le lezioni in presenza” ma per le superiori verranno favorite modalità flessibili con ingresso degli alunni dalle 9 e, se possibile, turni pomeridiani”. A cinque giorni dall’entrata in vigore del precedente dpcm, con l’obbligo generalizzato di mascherine e lo stop alle feste, arrivano nuove restrizioni.

“La strategia non è e non può essere la stessa della primavera– ribadisce il presidente del Consiglio- in questi mesi abbiamo lavorato intensamente. Dobbiamo tutelare sanità ed economia, usando un principio di proporzionalità e adeguatezza”. E ha concluso: “Il governo c’è ma ciascuno deve fare la sua parte. Le misure più efficaci restano le precauzioni di base: mascherina, distanziamento e igiene delle mani. Facciamo attenzione nelle situazioni in cui abbassiamo la guardia, con parenti ed amici. In queste situazioni occorre massima precauzione”. Ha poi annunciato un passaggio in Parlamento per un confronto sulle nuove misure “tra martedì e mercoledì”.

Su un ipotetico lockdown a Natale, dice: “Non faccio previsioni sulle ferie natalizie. Dico solo: rispettiamo tutte le regole e impegniamoci e poi auguriamoci tutti che potremo quanto prima riprendere anche le attività di svago”.

MOVIDA E POTERE AI SINDACI PER MINI – COPRIFUOCO (POI CANCELLATO) – Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle 5 sino alle 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonchè, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Arriva anche l’obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti. Restano aperti senza limitazioni gli autogrill.

“I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”, ha detto in conferenza il premier, misura poi parzialmente modificata nel testo definitivo dove non vi è più riferimento ai sindaci.

SCUOLA – Asili, scuole elementari e medie, assicurano l’attività didattica in presenza. Ma gli enti locali possono comunicare al ministero dell’Istruzione le “situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali” e in relazione ad esse chiedere che le scuole superiori possano adottare “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata”. Sempre per le superiori, si può inoltre modulare “ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9”.

PATENTE – Nelle zone a più alta incidenza epidemiologica possono essere sospesi gli esami di scuola guida.

CONGRESSI, SAGRE E FIERE – Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale ed i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. Per il resto sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.

SPORT – L’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attivita’ formativa di avviamento relative agli sport di contatto, sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono anche sospese tutte le gare, le competizioni e le attivita’ connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale.

SALE GIOCHI – Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite dalle ore 8 alle ore 21, nel rispetto dei protocolli anti contagio.

RIUNIONI A DISTANZA E SMARTWORKING – Nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni di interesse pubblico; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza. “La ministra Dadone sta studiando un modo per incentivare e organizzare al meglio lo smart working”, ha chiosato Conte. Il 75% dei lavoratori dovrà rimanere in smart working. Una misura che mira a limitare i contatti all’interno degli uffici, ma anche a ridurre le presenze sui mezzi pubblici. Si tratta di un provvedimento che riguarda i dipendenti pubblici, ma potrà essere adottato anche nel settore privato con accordi mirati. Il Cts ha espresso parere favorevole e anche i governatori hanno espresso il proprio consenso.

PALESTRE – C’è stato uno scontro con il Cts su questo. “Daremo una settimana per adeguare i protocolli di sicurezza. Se questo avverrà non ci sarà motivo per chiudere le palestre al chiuso e piscine”. Ma il premier avverte che se entro questa settimana non saranno messe in regola tutte le misure di sicurezza si chiuderà. Saranno poi prese decisioni sulle chiusure per chi non rispetterà tali protocolli.

QUESTIONE SANITARIA – Sulla questione sanitaria, Conte assicura: “Abbiamo investito tutto quello che potevamo ma ci sono ancora criticità. Abbiamo più che raddoppiato i posti in terapia intensiva”.

IL MES – Sul Mes, il premier frena: “Non è la panacea che viene rappresentata, il vantaggio in termini di interessi è molto contenuto. Se attingiamo al Mes dovremmo intervenire con nuove tasse”. E ha poi aggiunto: “Se avremo bisogni di cassa, il Mes sarà uno degli strumenti possibili”.