La gabbianella e il gatto… anzi il pescatore. Si potrebbe intitolare così il romanzo in salsa cilentana ambientato a Punta Licosa nel comune di Castellabate in provincia di Salerno. Protagonista in questo caso non è, come nel film di Enzo d’Alò basato sul romanzo di Luis Sepulveda, il piccolo pennuto Fifì bensì Tito. Un giovane gabbiano che, nei mesi del lockdown, è stato trovato ferito e salvato da un pescatore del posto.

L’uomo l’ha curato e allevato come tanti dei suoi animali domestici e il piccolo Tito è cresciuto così tra le galline e insieme al cane del suo salvatore. Tito tutti i giorni accompagna al piccolo porticciolo il pescatore che l’ha salvato e agli altri gabbiani preferisce fare un bagno tra chi si sta godendo un po’ di ferie dopo mesi difficili per tutti.

Il giovane gabbiano non sa ancora volare, ma pian piano si sta allenando e si spera che un giorno, proprio come nel film di animazione del 1998, possa volare con i suoi simili.