Avrebbe compiuto 31 anni tra poche settimane, a marzo, quando sarebbe dovuto tornare dalla sua missione in Congo, dove si trovava dallo scorso settembre, e programmare il matrimonio con la sua fidanzata storica (che dal nord si era trasferita nel suo paesino) in programma a giugno.

Sonnino, piccolo comune in provincia di Latina, è un paese segnato dal dolore. La salma di Vittorio Iacovacci, il carabiniere ucciso in un agguato nella foresta del Congo insieme all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, 43 anni, e al loro autista, Mustapha Milambo, tornerà questa sera in Italia e domattina, 24 febbraio, è disposta l’autopsia al Policlinico Gemelli di Roma.

Vittorio, secondo una prima ricostruzione della presidenza congolese, è stato ucciso dai rapitori che hanno assalito il convoglio su cui viaggiavano in totale sette persone. I killer gli hanno sparato a bruciapelo. “A 500 metri, i rapitori hanno tirato da distanza ravvicinata sulla guardia del corpo, deceduta sul posto, e sull’ambasciatore, ferendolo all’addome”, si legge nel comunicato riportato dal sito Cas-Info.

Il militare è morto “nell’adempimento del proprio dovere” e nella villetta di Capocroce, frazione di Sonnino (Latina), a un’ora e mezza sud di Roma, i genitori Marcello e Angela e la sorella minore Alessia sono distrutti. Vittorio ha un altro fratello maggiore, Dario, impegnato in una missione in Libia con la Marina Militare.
Vittorio era a Kinshasa dallo scorso settembre e faceva parte dell’aliquota dell’Arma che garantisce la tutela della rappresentanza diplomatica italiana in Congo, paese dove gli equilibri sono instabili da tempo. Il suo compito era quello quello di proteggere l’ambasciatore Attanasio nelle sue uscite.
Il militare – che in precedenza aveva prestato servizio anche alla Folgore – si arruolato nell’Arma nel 2016 e come primo servizio, nello stesso anno, e’ stato destinato al 13/o Reggimento Carabinieri ‘Friuli Venezia Giulia’ con sede a Gorizia dove ha svolto diversi corsi di addestramento per le operazioni militari all’estero e nel 2018 anche quello per la sicurezza nelle ambasciate.
“Era un ragazzo indescrivibile, pieno di vita, era orgoglioso di quello che faceva”, racconta ai cronisti presenti all’esterno della villetta della famiglia lo zio Benedetto. “Non sono in grado di parlare per il dolore. Amava la sua fidanzata ed il calcio“, dice Marco, altro zio del 31enne.
Un’altra zia, tra le lacrime, spiega che “era un bravissimo ragazzo. Era fidanzato con una ragazza originaria del Nord che ora vive e lavora qui a Sonnino. Erano una bellissima coppia, avevano già preparato casa e dovevano sposarsi. L’ho visto l’ultima volta a settembre prima che partisse per il Congo”.
“La comunità di Sonnino è sgomenta per questa giovane e tragica perdita”, fa sapere il sindaco Luciano De Angelis. “Era andato a portare la pace – aggiunge – ed è stato ucciso. Ci stringiamo attorno alla famiglia”. Il comune adesso vorrebbe intitolargli ora la locale caserma dei carabinieri. “Noi oltre ad indire il giorno di lutto cittadino in concomitanza con i funerali, vogliamo chiedere ai vertici dell’Arma di intitolare la caserma dei carabinieri di Sonnino a Vittorio Iacovacci” dice all’Ansa il sindaco.

 

 

 

 

 

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.