L’assalto che è costato la vita in Congo all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista locale Mustapha Milambo sarebbe stata opera di sei persone “armate con 5 armi tipo AK47 e un machete” che avrebbero “proceduto con colpi di avvertimento prima di costringere gli occupanti dei veicoli a scendere e seguirli fino in fondo al Parco, dopo aver sparato a uno dei conducenti per creare panico”. È quanto sostiene il governo di Kinshasa in una nota – citata da Cas-Info – della commissione di crisi indirizzata al ministro dell’Interno incaricato degli affari interni, sicurezza e consuetudine della Repubblica Democratica del Congo.

Secondo la ricostruzione delle autorità congolesi, i rapitori avrebbero “sparato a bruciapelo alla guardia del corpo, morta sul posto, e all’ambasciatore ferendolo all’addome”. L’attacco sarebbe avvenuto “alle 10:15” quando il convoglio sarebbe caduto “in un’imboscata a circa 15 km da Goma e 3 km prima del Comune rurale di Kibumba, più precisamente a Kanyamahoro sulla RN2 nel territorio del Nyiragongo”, precisa ancora la nota.

Le Forze Democratiche della Liberazione del Ruanda (Fdlr), principali indiziati come responsabili dal governo del Congo, negano la responsabilità dell’attacco. È quanto si legge in un loro comunicato, ripreso sui social, in cui “condannano con forza” l’attacco e “respingono categoricamente” le accuse delle autorità di Kinshasa, dichiarando “di non essere per nulla implicati” nella vicenda e “chiedendo alle autorità congolesi e Monusco di far luce sulle responsabilità di questo ignobile assassinio”.

Secondo Fdlr, l’attentato sarebbe avvenuto “non lontano” da pattuglie delle forze armate della Repubblica Democratica del Congo. “Le Fdlr rivolgono le loro condoglianze ai familiari delle vittime, al governo e al popolo italiano”, conclude la nota.

Il Fdlr-Foca, come è noto il principale gruppo residuo di ribelli ruandesi, è conosciuto a livello globale per il genocidio in Ruanda: i ribelli delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda sono infatti quasi quasi interamente da Hutu, che si oppongono ai Tutsi. Secondo gli Stati Uniti, il gruppo è responsabile di una dozzina di attentati terroristici realizzati nel 2009.

I feretri dei due italiani uccisi in Congo torneranno in patria nella tarda serata di oggi: per domani mattina sono già state fissate le autopsie sui corpi dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci presso il Policlinico Gemelli di Roma. A disporre l’esame autoptico sono stati i pm di Roma Sergio Colaiocco e Alberto Pioletti che indagano per sequestro di persona con finalità di terrorismo.