Una cerimonia che si apre alle 8:46 con un minuto di silenzio, 20 anni dopo l’esatto orario in cui il primo aereo si schiantò contro la torre nord delle Twin Towers. È iniziata così la commemorazione dell’11 settembre, 20 anni dopo la strage pianificata ed eseguita da Al Qaeda e Osama bin Laden. 

A Ground Zero il parterre vede in prima fila il presidente Usa Joe Biden e la First Lady Jill: con loro ci sono Barack e Michelle Obama e Bill e Hillary Clinton, ma anche l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg e la Speaker della Camera Nancy Pelosi, l’attuale primo cittadino Bill de Blasio.

La sorpresa arriva invece da Bruce Springsteen, il ‘boss’ che sale sul palco per cantare accompagnata solamente da una chitarra acustica “I’ll see you in my dreams”: Springsteen nel 2002 aveva pubblicato e dedicato un album, “The Rising”, proprio alla tragedia dell’11 settembre 2001.

Il minuto di silenzio quindi si ripete alle 9:03, quando anche la torre sud venne colpita dal secondo aereo dirottato dai terroristi. Davanti al presidente Biden e ai membri del Congresso, dignitari e familiari delle vittime, è iniziata poi la lettura dei nomi delle circa 3mila persone uccise negli attacchi alle Twin Towers.

Una ventesimo anniversario che, per l’ex presidente Barack Obama, è l’occasione “per una riflessione su ciò che abbiamo imparato nei 20 anni trascorsi da quella terribile mattina”. “Una cosa che è diventata chiara quel giorno è che l’America è sempre stata la patria di eroi che corrono verso il pericolo per fare ciò che è giusto“, aggiungendo che l’immagine di quel giorno non è solo la caduta delle Torri, ma anche i vigili del fuoco che salgono le scale mentre gli altri scendono, i passeggeri che decidono di prendere d’assalto la cabina di pilotaggio, i volontari disposti a mettere in gioco la propria vita. “Negli ultimi 20 anni, abbiamo visto lo stesso coraggio e altruismo“, l’11 settembre “ci ha ricordato come tanti americani diano se stessi in modi straordinari, non solo nei momenti di grande crisi, ma ogni singolo giorno. Non dimentichiamolo mai, e non diamolo mai per scontato”.

La vicepresidente Kamala Harris, accompagnata dal marito Douglas Emhoff, era invece assieme all’ex presidente George W. Bush e la moglie Laura a Shanksville, in Pennsylavania, nel campo dove cadde il volo 93 della United Airlines, dopo che i passeggeri si rivoltarono contro i terroristi che avrebbero voluto centrare il Campidoglio o la Casa Bianca.

Al Pentagono, uno dei tre siti dove si schiantarono gli aerei dirottati, è stata esposta una enorme bandiera degli Stati Uniti che copre parzialmente l’edificio, sede del Dipartimento della Difesa. Nell’impatto tra il volo 77 dell’American Airlines e l’edificio morirono 189 persone tra militari e civili, 125 delle quali lavoravano all’interno.

Redazione