Per la prima volta gli organizzatori hanno deciso di riunirsi tutti insieme, da Nord a Sud per fare un primo bilancio sulle manifestazioni fatte in queste settimane. Dopo il successo della piazza romana di San Giovanni le sardine si sono riunite a Roma allo spazio Spin time, in via di Santa Croce in Gerusalemme, a due passi da piazza San Giovanni.

Alla riunione partecipano circa 150 promotori delle iniziative di piazza locali che si sono tenute in questo mese. L’incontro, a porte chiuse, si tiene nel centro sociale dove alloggiano circa 150 famiglie, con tanto di auditorium dove si organizzano eventi culturali. E, curiosità, si tratta del centro occupato balzato alle cronache, nel maggio scorso, per il blitz del cardinale Konrad Krajewski, l’elemosiniere di Papa Francesco, che aveva riattaccato la corrente elettrica dopo che, per svariati giorni, le famiglie occupanti erano rimaste senza.

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All’ingresso, un grande striscione: «Viva le sardine, abbasso gli sgombri». Alcuni ragazzi alla porta riferiscono che si tratta sostanzialmente di un primo contatto fisico tra chi in questo mese ha comunicato solo su Facebook. Una riunione, quindi, prettamente organizzativa, durante la quale si discuterà insieme per fare un primo bilancio sulle manifestazioni, su cosa ha funzionato di più e cosa di meno. Sempre le stesse fonti sostengono che non sia all’ordine del giorno né la decisione né il dibattito sull’eventuale presentazione di liste alle prossime regionali. L’incontro dovrebbe terminare verso ora di pranzo.

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Al termine della riunione il leader delle sardine Mattia Santori ha detto: “Tornare prima possibile nelle piazze: questo è l’obiettivo di questa riunione in cui ci siamo conosciuti”. Subito su Facebook il commento post riunione: “Dialogo. Per riassumere in una parola cosa è successo nel primo congresso delle Sardine basta una parola. Che passa dall’ascolto, dall’empatia, dalla non violenza, dall’accettazione delle diversità. E da un obiettivo comune: tornare sui territori subito. Continuare a presentare un’alternativa alla bestia del sovranismo e alle facili promesse del pensiero semplice. Continueremo a difendere la complessità. E lo faremo in maniera semplice, gratuita, creativa. L’obiettivo delle persone che vedete in questa foto non è decidere o comandare. Ma coinvolgere. Se lo vorrete ci rivedremo presto. Basterà accettare ancora una volta l’invito. Basterà uscire dal mondo digitale. Basterà decidere chi volete ascoltare. Noi siamo qui. Ci saremo sempre. Non ci lasciate soli. Non ci lasciamo soli”.