Salvatore Buzzi e Luca Gramazio, altri due imputati eccellenti dell’inchiesta ‘Mafia Capitale’, tornano liberi per decorrenza dei termini di custodia cautelare. A deciderlo la Corte d’Appello di Roma, che ha disposto per l’imprenditore considerato il “ras delle cooperative” l’obbligo di dimora nel territorio capitolino. Buzzi e Gramazio si trovavano agli arresti domiciliari per il procedimento ‘Mondo di Mezzo’.

Lo scorso 16 giugno, sempre per decorrenza dei termini, era stato scarcerato l’altro imputato eccellente dell’inchiesta, Massimo Carminati, che aveva già trascorso 5 anni e 7 mesi di carcere preventivo. Anche per l’ex Nar la Corte di Appello capitolina aveva disposto l’obbligo di dimora. Per Buzzi e Gramazio è stato imposto anche il divieto di espatrio.

Nel provvedimento i giudici romani parlano di “perdita di efficacia dei provvedimenti cautelari in relazione a tutti i capi di imputazione per i quali erano stati adottati per decorso dei relativi termini massimi di custodia cautelare”.

IL PROCESSO A BUZZI – Salvatore Buzzi era stato condannato in primo grado dal tribunale ordinario di Roma a 19 anni di reclusione per associazione a delinquere, mentre in Appello, nel 2018, la condanna scende a 18 anni e 8 mesi con il riconoscimento dell’associazione di stampo mafioso.

La Cassazione, il 22 ottobre 2019, ha annullato l’aggravante mafiosa nei confronti di Buzzi e di Carminati: per Buzzi cadono anche le accuse di turbativa d’asta e corruzione, in attesa della rideterminazione della pena definitiva. Nel dicembre scorso gli sono stati concessi gli arresti domiciliari dopo oltre cinque anni di detenzione in regime di Alta Sicurezza.