Thomas Ceccon non è poi un pesce fuor d’acqua, ma forse il nuoto italiano – a confronto di quello Mondiale – sì. Lo fa capire senza troppi fronzoli Filippo Magnini, tra i migliori velocisti al mondo e primo italiano a vincere (due volte) il titolo mondiale nei 100 stile libero, interrogato sulle dichiarazioni del campione olimpico che hanno fatto scalpore: “Mi alleno a qualche corsia di distanza dalle signore dell’acquagym, la musica alta a volte mi distrae”.

Un problema venuto fuori in un’intervista a Repubblica, ma già risolto con una riprogrammazione di orari, ma che non ha stupito affatto Magnini, intervistato dallo stesso quotidiano: “Ci siamo sempre preparati in condizioni non ottimali, ricordo quando dopo due ore di allenamento un bambino si buttava in acqua accanto a me per il suo corso di nuoto. Dall’altra parte del mondo Phelps aveva la piscina tutta per sé. L’appello di Ceccon ha senso, chiede qualche attenzione in più, lui è un grande campione. Non deve essere il nuovo Magnini, è Ceccon e basta, chiuso introverso, uno che parla poco”.

In un tempo lontano del nuoto italiano Magnini vinceva e diventava uno showman. Da volto pubblicitario alla tv. Ora guarda al mondo da imprenditore. “A Ballando con le Stelle mi sono divertito, oggi sto creando un’applicazione sul fitness e ho lanciato una linea di integratori per il nuoto, un progetto figo”.

Ma resta di un’altra generazione sportiva rispetto a quella odierna. “Da Sinner a Antonelli, gli italiani che vincono oggi sono i più inquadrati. Jannik è professionale. Io? Mi rivedo in Tamberi. Vince e dà spettacolo. Forse nel calcio hai tutto subito, e questa fame viene a mancare. Io sognavo di essere campione del mondo, dei soldi non me ne fregava niente, ce n’erano pochi nel nuoto. E forse è per questo che in altri sport non produciamo più talenti”.

Redazione

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