Maurizio “Jack” Giustolisi, 45 anni, di Catania, era da 3 mesi in coma. Aveva contratto il covid, poi si era aggravato e i medici erano stati costretti a intubarlo. Poi si è risvegliato e per la gioia medici e infermieri hanno iniziato a ballare sulle note di “Oh Happy Days”. Jack, maratoneta nella vita ce l’ha fatta, ha vinto la sua gara contro il virus.

La sua storia è diventata un simbolo di speranza per molti siciliani e non solo. Nella sua città, Catania, nell’ultimo anno ci son stati oltre 1.500 decessi. “Il mio corpo, dopo due mesi di covid, non dava alcun segno – ha raccontato Jack a LiveSicilia.it – i medici chiamarono mia moglie e le dissero che avrebbero staccato la macchina che sostituiva i miei polmoni. Lei corse verso la Cattedrale, con la mia coccarda di devoto, pregò e fece un voto a Sant’Agata. Io non ricordo nulla, mi hanno detto solo che ho mosso una mano e poi sono tornato alla vita”.

Poi al suo risveglio la grande festa di medici e infermieri intorno a lui. Il video di quel momento e le lacrime di Jack hanno fatto il giro del web commovendo tutti. Mentre Jack era sopito la città aveva avviato una vera e propria gara di solidarietà. Accanto a lui, la moglie e Angelo Mazzeo, sindacalista e amico fraterno, che ha sensibilizzato i tanti accorsi per donare il plasma necessario a farlo sopravvivere.

I tanti mesi su un letto d’ospedale lo hanno reso debole, i muscoli non esistono quasi più. La ripresa sarà lenta, ma lui è un maratoneta: è abituato a faticare per raggiungere un obiettivo lontano.

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Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. È autrice anche di documentari tra cui “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.