Mama Africa
Il fallimento militare dell'alleanza russo-africana
Mali, i mercenari di Putin si arrendono ai ribelli Tuareg e all’avanzata jihadista
Il Mali continua a subire continui attacchi da parte dei terroristi di al Qaeda, alleati con gli indipendentisti Tuareg dell’Azawad, la provincia al confine con l’Algeria. Dopo l’offensiva di fine aprile che aveva portato gli uomini blu del deserto a conquistare Kidal, la città più settentrionale del paese africano e i fondamentalisti a dilagare nel Mali centrale, la situazione rimane estremamente complessa.
I miliziani di Jnim (Gruppo di Sostegno all’Islam e ai musulmani) braccio qaedista nel Sahel erano arrivati fino a Kati, città satellite della capitale, dove era stato ucciso il ministro della Difesa, minacciando la sopravvivenza della stessa giunta militare al potere dal 2021. Gli attacchi coordinati fra i due gruppi segnano un salto di qualità nel conflitto e confermano quanto il paese sia ormai diventato uno dei principali teatri della competizione geopolitica internazionale in Africa.
Questa nuova alleanza ha cambiato i rapporti di forza e ha sorpreso tutti vista la distanza ideologica tra jihadismo transnazionale e separatismo dei Tuareg. In passato i due gruppi si erano aspramente combattuti e gli indipendentisti hanno sempre negato di essere legati agli estremisti islamici, ma oggi stanno portando avanti un obiettivo comune, vale a dire rovesciare la giunta guidata dal generale Assimi Goita e dai suoi alleati russi dell’Africa Corps.
Dopo tre giorni di silenzio, il leader maliano è apparso alla televisione nazionale per tranquillizzare una popolazione terrorizzata e rassicurare l’impegno delle forze armate a difendere tutte le città. Le sue parole sono state quasi subito smentite da una nuova ondata di attentati nel Mali centrale dove hanno perso la vita circa 70 persone. Jnim ha infatti attaccato le milizie di autodifesa di città e villaggi create dalla giunta militare per sostenere l’esercito e presidiare il territorio. Due compagnie sono state falcidiate fino a disperdersi abbandonando la difesa di Gao e Mopti, due città carovaniere sulla strada che porta alla capitale Bamako.
Da Kidal in accordo con i ribelli Tuareg si sono ritirati i mercenari russi che hanno mestamente abbandonato le loro posizioni consegnando armi e mezzi in cambio della vita. Una grave perdita di credibilità per questi contractor spediti in Mali dal Cremlino, che ha orchestrato tutti i colpi di stato dell’Africa occidentale e discapito della Francia, che ha dovuto abbandonare l’area.
Il fallimento militare di questa alleanza russo-africana è ormai sotto gli occhi di tutti e i mercenari si sono posizionati in una caserma sulla strada dell’aeroporto, pronti a fuggire nel caso di un attacco in grande stile contro la capitale. Bamako è assediata dagli affiliati di al Qaeda che non permettono ai convogli di rifornirla di viveri e carburante, nel tentativo di spingere la popolazione ad una rivolta che metta fine alla giunta militare al potere.
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