Approvato il Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) dal consiglio dei ministri. Approvato con quattro giorni di ritardo rispetto al termine del 15 ottobre. È stato subito inviato a Bruxelles. Il documento contiene i provvedimenti principali che confluiranno nella legge di Bilancio che sarà esaminata la settimana prossima. Il valore complessivo della manovra 2022 è di 23 miliardi. Definita la ripartizione delle risorse che riguarderà (in breve) misure come la riduzione delle imposte (9 miliardi); il rifinanziamento del reddito di cittadinanza (un miliardo); la proroga del Superbonus edilizio; il taglio dell’Iva (dal 22 al 10%) sugli assorbenti igienici; il rinvio delle Plastic e Sugar Tax.

I 23 miliardi di euro saranno coperti grazie alla crescita del Pil superiore al previsto, che ha indotto il governo ad aumentare il deficit 2022 dal 4,4% al 5,6%. Congelata la decisione per il momento sul nodo pensioni per il dopo Quota 100. I ministri della Lega hanno espresso una “riserva politica” su un’ipotesi di transizione a Quota 102 nel 2022 e Quota 104 nel 2023. Quota 100 – voluta dal primo governo Conte: Movimento 5 Stelle e Lega – scade il 31 dicembre. Il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti aveva manifestato la contrarietà del Carroccio già in cabina di regia.

“Sulle pensioni ci sono diverse ipotesi in ballo, ma questa sera nessuna decisione su quota 100 è stata presa, così come chiesto dai ministri della Lega. Nei prossimi giorni si decideranno modalità e tempi delle modifiche del sistema pensionistico. Escludo qualsiasi ritorno alla legge Fornero”, il commento del ministro Giorgetti.

Altro punto di frizione sul reddito di cittadinanza: il ministro dell’Economia Franco ha spiegato al Movimento 5 Stelle che tramite l’introduzione di criteri più stringenti sulla concessione dell’ammortizzatore e il rafforzamento delle condizionalità si taglierà la spesa prevista nel 2022 allineandola a quella del 2021. La spesa dovrebbe essere di 8,8 miliardi nel 2022, più o meno quanto si spenderà nel 2021 ma meno di quanto sarebbe risultato a legislazione invariata.

Al fisco previsti 9 miliardi, di cui due già stanziati con la precedente legge di bilancio e sette aggiuntivi. Di questi uno servirà per calmierare le bollette di luce gas in aumento. L’anno prossimo – con le attenuanti della manovra ancora tutta da definire – ci sarà quindi un primo alleggerimento del prelievo sulle persone fisiche, in particolare sul ceto medio, e sulle imprese per complessivi otto miliardi. Altri tre miliardi previsti per il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e il rifinanziamento fino al 2025 di Industria 4.0 con aliquote ridotte. Il Superbonus del 110% sarà prorogato al 2023, limitatamente ai condomini e agli Iacp (case popolari) e quindi scenderà al 70%. Rafforzata la garanzia a sostegno dell’acquisto della prima casa per i giovani. Da definire le misure sulle casse integrazione: Cigo (Cassa Integrazione Ordinaria) e Naspi.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.