“Il carcere lo sta distruggendo perché lui è un ragazzo molto fragile. Sono una mamma disperata, aiutatemi”. Anna Immacolata Alviggi è angosciata per le sorti di suo figlio Mario Argenio, 35enne originario di Atripalda in provincia di Avellino. A settembre è stato arrestato e tradotto prima a Bellizzi e poi nel carcere di Secondigliano. Ma Mario sin da piccolo aveva problemi di apprendimento e non riesce a esprimersi e a farsi capire. “Mio figlio ha una grave fragilità psichica, in carcere sta sempre peggio: se me lo mandassero a casa, mi occuperei io stessa di lui”.

“Per 2 mesi mesi ha rifiutato di vederci a colloquio – racconta Sabino, fratello di Mario – Lui è stato condannato a 3 anni per un reato che risale a 13 anni fa. Quando finalmente siamo riusciti a rivederlo era peggiorato, impaurito e aveva le allucinazioni. Racconta di vedere Jean-Claude Van Damme, dice di essere un carabiniere,…insomma sta malissimo e penso che se resta lì potrà solo stare peggio”.

La mamma racconta che Mario, paziente psicologicamente fragile, ha vissuto malissimo tutto l’iter processuale. “Non dormiva più – dice mamma Anna – Quando ha saputo che sarebbero venuti ad arrestarlo ha tentato il suicidio. Io stessa sono riuscita ad afferrarlo all’ultimo per salvargli la vita. Poi sono arrivati per arrestarlo e lui non ha più detto una parola, piangeva solo”. Una volta entrato in carcere per ben due mesi ha rifiutato di incontrare la famiglia a colloquio e persino il suo avvocato. Poi ci sono riusciti ma quello che hanno trovato ha solo messo ancora più in angoscia gli Argenio.

La famiglia Argenio ha denunciato quanto hanno visto al colloquio attraverso l’avvocato Danilo Iacobacci che difende Mario. E così che descrivono le condizioni di Mario quando lo hanno visto: “In data 26/10/21 Mario appariva disorientato, impaurito, si guardava continuamente intorno, agitato, ad un tratto prendeva la mano della madre dicendo che c’era qualcuno che doveva parlarle, ma invece non c’era nessuno. Insomma un ragazzo in preda a chiare allucinazioni, anche visive, con mani ghiacciate che non riusciva neppure a parlare. Praticamente bloccato nella parola, e quando parlava diceva frasi sconnesse”.

E ancora: “Anna Immacolata Alviggi apprendeva dall’educatore che a Mario venivano dati sedativi mediante gocce calmanti poiché Mario, a dire dell’educatore, ogni tanto prendeva a calci le sbarre e preparava la propria borsa pensando di dovere uscire dal carcere, essendo ivi in paura terrorizzato ed alienato mentalmente”. “Dovremo lottare per far comprendere la sua non compatibilità con carcere”, ha detto l’avvocato Iacobacci.

A queste preoccupazioni se ne aggiunge anche un’altra: “Al colloquio lo abbiamo trovato pieno di lividi – ha detto mamma Anna – Ha detto che lo picchiano. Non lo so se è qualcosa che nasce nella sua mente, lui però i lividi li tiene. Come se li è fatti? Io i lividi li ho visti”. Poi c’è anche la questione del vaccino anti Covid. Mario rifiuta di farsi fare la seconda dose: “se stesse con me glielo avrei fatto fare io…come si può demandare una tale decisione a un ragazzo che non è evidentemente lucido?”.

La mamma e l’avvocato il 30 ottobre hanno chiesto di conoscere le reali condizioni di salute di Mario e anche quali farmaci gli sono sottoposti. Avendo visto così male Mario chiedono anche che sia portato ai domiciliari o in una struttura sanitaria più idonea per scontare la sua pena ma senza rischiare la vita o peggiorare ulteriormente. Ma ancora non hanno ricevuto risposta. “Intanto più tempo passa e più lui peggiora”, dice affranto il fratello.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.