Immersi come continuiamo a essere in uno “stato di emergenza” in cui a emergere è lo Stato con tutto il suo armamentario di norme e procedure eccezionali, mezzi e poteri speciali, noi vogliamo che ad emergere e affermarsi siano invece gli stati di coscienza e di diritto orientati ai valori umani universali. È proprio in momenti come quello che stiamo vivendo in cui imperano la paura e i divieti che occorre essere speranza contro ogni speranza.

Ritorniamo quindi al carcere di Opera dove il nostro “viaggio della speranza” è partito sei anni fa. Dal Congresso del 2015, l’ultimo a cui ha partecipato Marco Pannella, dagli ergastolani senza speranza, gli “irredimibili” protagonisti del docufilm di Ambrogio Crespi e dai “Laboratori Spes contra spem” nei quali si sono redenti, siamo arrivati alla Corte di Strasburgo e alla Corte Costituzionale che hanno affermato contro l’ergastolo ostativo il diritto alla speranza che abbiamo celebrato nel Congresso del 2019, sempre a Opera. Il viaggio della speranza, da libro curato da Sabrina Renna, Antonio Coniglio e Lorenzo Ceva Valla su quello straordinario Congresso del 2019, è diventato un viaggio vero e proprio che ci ha portati ad attraversare la Puglia, la Calabria, la Sicilia. Dalle terre del nostro Paese, che il potere considera l’impero del male dove abitano i cattivi da condannare a pene senza speranza, è emersa invece una storia diversa, una “teoria” alternativa di fatti e di persone.

Nel Congresso del 17 e 18 dicembre racconteremo quest’altra storia, il vissuto di persone che oggi costituiscono anche la nostra realtà associativa, molto più forte, diversa e ricca di due anni fa. Parteciperanno imprenditori perseguitati da misure interdittive e di prevenzione antimafia, Sindaci di Comuni sciolti per mafia, detenuti e detenenti, ex detenuti e loro famigliari vittime del sistema mortifero del diritto e dell’esecuzione penale, cittadini cultori dello stato di diritto, avvocati difensori dei diritti umani dentro e fuori le aule dei tribunali. Il IX Congresso sarà incentrato su due sessioni di dibattito.

La prima sessione ha il titolo “Quando prevenire è peggio che punire”, perché negli ultimi anni gli stessi processi e castighi penali, troppo garantisti e dagli esiti incerti, sono stati soppiantati da processi e castighi sommari, immediati e più distruttivi, quelli delle misure di prevenzione, dei sequestri e delle confische personali e patrimoniali, delle informazioni interdittive antimafia, dello scioglimento dei Comuni per mafia. Questo è anche il titolo del libro di Nessuno tocchi Caino e de Il Riformista curato da Pietro Cavallotti, Lorenzo Ceva Valla e Miriam Romeo, che finalmente ha visto la luce dopo un anno di lavoro, di conferenze e di incontri con i protagonisti, loro malgrado, di una storia di “guerra alla mafia” che con la terribilità con cui è stata condotta, ha provocato – come spesso accade in ogni guerra senza quartiere – “danni collaterali” e vere e proprie vittime innocenti.

La seconda sessione ha il titolo “Non un diritto penale migliore, ma qualcosa di meglio del diritto penale” perché una pena retributiva, che è speculare al delitto, è insensata e inutile; perché il carcere non è solo il luogo della privazione della libertà, è diventato, davvero, anche “un luogo di pena” dove la malattia, il dolore, la sofferenza, il patimento sono i tratti dominanti, strutturali, istituzionali. Di questa visione del diritto penale che è stata quella di Gustav Radbruch e Aldo Moro, e di una giustizia che non punisce e separa ma ripara e riconcilia, che fa leva sulla forza della parola e del dialogo, della speranza e dell’amore, abbiamo parlato pochi giorni fa proprio con Marta Cartabia in un cordiale e intenso incontro a Via Arenula.

Per partecipare al Congresso occorre registrarsi entro e non oltre il 30 novembre scrivendo a info@nessunotocchicaino.it oppure telefonando o inviando un messaggio al 335 8000577. Se non lo hai ancora fatto, ti chiediamo di iscriverti per partecipare al Congresso anche con la tessera di Nessuno tocchi Caino, la fiaccola della speranza contro ogni speranza. Ti aspettiamo!!

Rita Bernardini, Sergio D’Elia, Elisabetta Zamparutti