Olga Smirnova, una diva russa, ballerina, étoile Balletto del Teatro Bolshoi di Mosca, ha lasciato la maggiore compagnia del Balletto Nazionale e ha deciso di lasciare il Paese e trasferirsi in Olanda. “Devo essere onesta e dire che sono contro la guerra con tutte le fibre della mia anima. Non ho mai pensato che mi sarei vergognata della Russia”, ha scritto la stella argomentando la sua scelta in un messaggio su Telegram.

Non è solo perché ho parenti e amici che vivono in Ucraina, o perché mio nonno è ucraino e io lo sono per un quarto. È che continuiamo a vivere come se fossimo nel ventesimo secolo, benché viviamo nel ventunesimo. In un mondo moderno e illuminato, mi aspetto che società civili risolvano questioni politiche solo con negoziati pacifici. Sono sempre stata orgogliosa del talento dei russi, dei nostri risultati culturali e atletici. Ma ora sento che è stata tracciata una linea che separa il prima dal dopo. Ferisce vedere che la gente sta morendo, perdendo il tetto sopra le proprie teste, costretta ad abbandonare le case”.

La linea è stata oltrepassata dall’invasione dell’Ucraina che ha portato tanti russi a protestare in piazza. Le repressioni del dissenso e l’inasprimento delle pene detentive fino a 15 anni hanno fatto il resto. In tantissimi sono fuggiti o stanno pensando di fuggire dal Paese. Una parte dei russi resta comunque con il presidente Vladimir Putin, che pure ha dichiarato in un discorso molto violento ieri che “la Nazione Russa è capace di distinguere i veri patrioti dai bastardi e dai traditori e sputare fuori questi ultimi come moscerini finiti per sbaglio in gola”.

Lo scorso 6 marzo aveva abbandonato il Bolshoi il direttore Tugan Sokhiev e nei giorni successivi era toccato al primo ballerino italiano Jacopo Tissi e al danzatore solista David Motta Soares. Un esodo. Smirnova è considerata una delle ballerine tra le più grandi della sua generazione. Dopo il suo annuncio il Balletto Nazionale olandese in un comunicato ha chiarito come l’invasione russa dell’Ucraina renda “insopportabile per lei continuare a lavorare nel suo Paese”.

Il prossimo 9 aprile sarà alla Scala di Milano, per il Galà Fracci, dove danzerà in coppia con Roberto Bolle nel passo a due di “Onegin”. Il prossimo 3 aprile debutterà invece in Raymonda all’Opera di Amsterdam. Un evento mondiale. “Chi avrebbe pensato solo qualche settimana fa che sarebbe accaduto tutto questo? Possiamo non essere nell’epicentro del conflitto militare, ma non possiamo restare indifferenti a questa catastrofe globale”, ha dichiarato ancora incredula l’étoile.

Al Galà Fracci è prevista anche l’esibizione nella “Morte del Cigno” di Svetlana Zakharova, altra stella del Bolshoi. Nata a Lutsk, in Ucraina, di nazionalità russa e con un passato filo-putiniano. Era stata eletta nel 2008 alla Duma per Russia Unita, il partito del presidente. La politica non l’ha catturata. Zakharova non ha lasciato il Bolshoi e non ha preso le distanze dall’invasione. Giuseppe Sala, sindaco di Milano, era intervenuto personalmente per chiudere le porte al direttore d’orchestra Valery Gergiev, amico e sostenitore di Putin, in quanto non si era dissociato dalla guerra e non aveva condannato la decisione del Cremlino.

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.