“Da quando la Turchia ha aperto le frontiere, centinaia di migliaia di migranti sono partiti per l’Europa, diventeranno presto milioni”. Così ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan parlando al suo partito Akp ad Ankara, citato dall’agenzia Anadolu. “La Turchia non ha nel mirino la Russia o l’Iran con le azioni intraprese in Siria. Il nostro intervento è rivolte esclusivamente contro le forze del regime siriano. Le perdite che il regime ha subito finora sono solo l’inizio. Mi rivolgo alla Russia e all’Iran. Non abbiamo alcun problema con voi in Siria, non abbiamo nel mirino né la Federazione Russa né l’Iran. Non ci servono il petrolio ed i territori della Siria. Combattiamo per la nostra sicurezza nazionale. Siamo noi, non la Russia, non l’Iran o altri Paesi, ad aver 3,7 milioni di profughi. Non possiamo sopportare questo carico”, ha continuato Erdogan aggiungendo che “è terminato il periodo di sacrifici unilaterali della Turchia sui profughi”. Anche il ministero della Difesa turco ha lasciato delle dichiarazioni sulla situazione in Siria e sulla posizione della Turchia. “La Turchia finora ha neutralizzato 2 aerei del regime siriano, 2 droni, 8 elicotteri, 135 carri armati, 5 sistemi di difesa aerea, 2.557 elementi”. Mentre il ministro dell’Interno turco Suleyman Soylu sul suo account twitter ha ufficializzato il numero dei migranti che hanno lasciato la Turchia attraversando Edirne, la zona più occidentale della Turchia, vicino al confine con la Grecia e la Bulgaria.

LA REAZIONE DELL’UE – “Domani io e i presidenti Michel e Sassoli saremo in Grecia, incontreremo il premier Mitsotakis e visiteremo l’area di confine” con la Turchia. Così la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. “Riconosco che la Turchia è in una situazione difficile riguardo ai rifugiati e ai migranti, ma quanto vediamo ora non può essere una risposta o una soluzione”. Continua la presidente: “Stabiliremo un dialogo più intenso con la Turchia a tutti i diversi livelli politici per trovare prima di tutto un terreno comune” e “per discutere dove è necessario supporto, ricordando che abbiamo un accordo in corso, che pensiamo sia la giusta base per iniziare il dialogo. Presto il commissario Lenarcic sarà all’area turca di Gaziantep per valutare che cosa possa essere fatto”, ha aggiunto.

“La Commissione è pienamente impegnata nel rispettare l’accordo firmato con la Turchia e considera che la Turchia si comporti nello stesso modo”. Così un portavoce della Commissione europea sulla situazione dei migranti ai confini turchi. Una delegazione americana, guidata dall’ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite Kelly Craft e dall’inviato speciale Usa per la Siria James Jeffrey, è arrivata ad Ankara per colloqui con il governo turco. Al centro degli incontri l’escalation in Siria, e in particolare a Idlib, tra forze turche e quelle siriane sostenute dalla Russia.

La situazione sta sempre più precipitando e ci si aspetta che i migranti siano sempre di più. Così il direttore di Frontex Fabrice Leggeri ha concordato oggi di avviare un intervento rapido per assistere la Grecia nella gestione del gran numero di migranti in arrivo dalla Turchia alle sue frontiere. Il governo greco ha chiesto ufficialmente ieri sera a Frontex un intervento ai confini marittimi nel Mar Egeo.

LA SITUAZIONE IN SIRIA –  La situazione ad Idlib si è aggravata dopo che negli ultimi giorni i terroristi del gruppo fondamentalista Tahrir al-Sham hanno avviato un’offensiva su vasta scala contro le posizioni delle forze governative siriane. L’esercito siriano ha reagito al fuoco ostile. Secondo il ministero della Difesa russo, sono stati bombardati anche soldati turchi, che però non avrebbero dovuto trovarsi in questa area. Nei bombardamenti dell’esercito siriano secondo gli ultimi dati ufficiali 36 militari turchi sono stati uccisi, più di 30 sono rimasti feriti. Immediatamente dopo aver ricevuto informazioni sui militari turchi colpiti, la parte russa ha intrapreso le misure per un completo cessate il fuoco da parte delle truppe siriane e si è assicurata l’evacuazione sicura dei militari turchi morti e feriti in Turchia.

Sullo sfondo dell’escalation nella provincia siriana di Idlib, la Turchia ha fatto sapere che non sarebbe riuscita a contenere i flussi di migranti e profughi ed è per questo che ha aperto i suoi confini con l’Unione Europea. Negli ultimi tre giorni sono stati sventati circa 20mila tentativi di sconfinamento da parte dei migranti. Il confine greco infatti è presidiato da centinaia di agenti di polizia e dall’esercito. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, lungo la parte turca del confine di 212 chilometri con la Grecia, la sera del 29 febbraio si erano ammassate 13mila persone che speravano di entrare nel territorio della Ue dopo che Ankara aveva rinunciato al contenimento di questa pressione.