La storia è questa: a Capalbio nell’azienda agricola “CapalBio” di proprietà della famiglia del sindaco di Fiumicino Esterino Montino e di sua moglie, la senatrice del Pd Monica Cirinnà, sono stati ritrovati 24mila euro in contanti nascosti sotto al tetto della cuccia del cane. Arrotolati e legati con elastici in modo forse frettoloso e approssimativo e infine nascosti tra le assi in legno della cuccia del cane erano in condizioni di marcato deterioramento.

Difficile dire se fossero lì da anni o le piogge e il vento salmastro della località balneare maremmana li abbiano rovinati in breve tempo. I soldi non hanno mai un nome e tra quel groviglio di banconote malconce non c’è nulla che possa ricondurre ad alcun proprietario. Un vero e proprio giallo su cui ora indagano i carabinieri di Capalbio che hanno sequestrato il denaro.

La scoperta avviene casualmente pochi giorni fa quando alcuni operai dell’azienda, insieme al figlio del sindaco, iniziano a svolgere alcuni lavori di manutenzione nelle pertinenze esterne della proprietà. Decidono quindi di intervenire anche su quella vecchia cuccia, attrezzata tempo addietro per dar riparo a un cane randagio e ai suoi cuccioli. E incastrati tra le assi in legno l’incredulo operaio si trova in mano alcuni rotoli di banconote.

Il figlio di Montino chiama subito i carabinieri che intervengono e sequestrano il denaro. Le banconote in euro erano molto deteriorate ed è difficile ipotizzare per quanto tempo siano rimaste nascoste lì perché il denaro che non era chiuso nella plastica. Secondo il sindaco Montino – che conferma il ritrovamento – il denaro potrebbe essere frutto di qualche azione criminale come i proventi dell’attività di spaccio che per diverso tempo alcuni anni fa è andato in scena proprio tra le verdi campagne dove da vent’anni sorge l’azienda di proprietà della famiglia.

“Gli operai stavano facendo un po’ di pulizia intorno ad un capannone e vicino a questo, a confine con la strada pubblica, c’è la vecchia cuccia del cane che è lì forse da 5 o 6 anni se non ché gli operai hanno toccato la cuccia e sono usciti questi soldi mal ridotti e poi vista la situazione mio figlio mi ha avvertito e abbiamo deciso di chiamare i carabinieri perché non sappiamo nulla della provenienza”, racconta Montino che prosegue: “I militari hanno sequestrato il denaro, mio figlio ha firmato la denuncia ma credo che siano il frutto di qualche attività illecita, la refurtiva messa da qualcuno che poi non è mai venuto a riprenderla.

Il sindaco esclude che quel denaro possa appartenere a qualche operaio, anche tra quelli che da poco lavorano nell’azienda. “In questa zona i carabinieri hanno fatto un lunghissimo lavoro su una situazione di spaccio durata un paio d’anni a cui sono seguiti degli arresti. Gente che veniva da fuori e si dava appuntamento in mezzo ai boschi per acquistare o vendere droga e forse quei soldi sono i proventi mai recuperati di questo traffico”.

Pronta la difesa della senatrice del Partito democratico Monica Cirinnà nonché moglie del primo cittadino di Fiumicino che scrive in un post su Facebook: “In merito all’importante cifra di denaro rinvenuta casualmente nella nostra azienda e che abbiamo prontamente consegnato ai carabinieri siamo felici che quel denaro, molto probabilmente frutto di qualche reato compiuto da malviventi, sarà nella disponibilità del Fondo unico per la giustizia e che verrà utilizzato per fini di pubblica utilità. È questo il comportamento corretto che ogni cittadino onesto deve tenere e siamo orgogliosi di quanto fatto. Siamo in contatto con la Procura di Grosseto e con il comando provinciale dei carabinieri per avere notizie sull’evoluzione delle indagini al fine anche di assicurare serenità e sicurezza alla nostra azienda. Abbiamo inoltre dato mandato al nostro avvocato di perseguire chiunque tenti di adombrare la correttezza e limpidezza del nostro operato”.

L’azienda di un centinaio di ettari che comprende anche un bosco e una vigna è provvista di impianti di videosorveglianza che però coprono solo il perimetro della casa e della cantina e non tutta la proprietà. La famiglia Montino ha chiesto un’attenzione ai carabinieri per evitare eventuali ritorsioni. “Se chi ha messo lì il denaro torna e non lo trova? – domanda il sindaco di Fiumicino – non vorremmo trovarci di fronte a quest’ipotesi”.

Gianni Emili