Il ddl Sicurezza punta a rafforzare l’ordine pubblico e l’azione delle forze dell’ordine. Ne parliamo con il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni.

Come risponde a chi teme che queste misure possano comprimere diritti e libertà fondamentali dei cittadini?
«Il nuovo pacchetto sicurezza fortemente voluto dalla Lega, dal governo e dal ministro Piantedosi, è la prosecuzione del primo decreto Sicurezza e del decreto Caivano, un completamento per rafforzare il contrasto a fenomeni di allarme sociale che toccano le nostre città, le comunità locali e le stazioni. Sarà uno strumento normativo innovativo, strategico e funzionale per rispondere alla domanda di sicurezza. Sono orgoglioso della disposizione che introduce la tutela processuale, il cosiddetto scudo penale, per le nostre forze di polizia, ovvero per tutti coloro in divisa che ogni giorno con dedizione, professionalità e coraggio garantiscono la democrazia, la libertà, la legalità nel Paese. Chi avrà atteggiamenti strumentali e ideologici su questo pacchetto di norme ne risponderà al Paese. Più sicurezza significa più libertà, la sicurezza non è un privilegio ma un diritto che va garantito. Il governo lo sta facendo con impegno e serietà».

Molti cittadini chiedono più sicurezza e regole chiare su criminalità e immigrazione: in che modo il ddl protegge concretamente le persone nelle città e nei quartieri, contrastando crimine e degrado, garantendo il controllo del territorio e favorendo un’integrazione sicura anche per chi ha diritto invece a restare?
«La criminalità giovanile, le baby gang, i Maranza, ovvero le seconde-terze generazioni non integrate, rappresentano uno dei principali fenomeni di allarme sociale nelle nostre città. Generano conflitti, disordine e caos che minano il senso di appartenenza alla comunità. Le risposte che mettiamo in campo sono straordinarie e strategiche. Partendo dal divieto assoluto al porto di coltelli e lame, la cui violazione sarà punita severamente, con un’aggravante nel caso in cui i soggetti sono travisati o di utilizzo delle armi da taglio nei pressi di parchi, giardini e stazioni. Saranno previste altresì sanzioni accessorie, tipo la sospensione della patente, del permesso di soggiorno e del passaporto. Ci saranno inoltre sanzioni pecuniarie per le famiglie che hanno il compito di vigilare sui minori che usano armi da taglio. Quindi nessuna tolleranza per chi usa lame e coltelli per imporre violenza e prevaricazione. Aggiungo lo stop ai ricongiungimenti familiari e un giro di vite al fenomeno dei minori stranieri non accompagnati. Procedure più rapide, veloci e snelle per rimpatri ed espulsioni. L’Italia non può essere terra franca per irregolari che portano la guerriglia sociale nelle città».

Sono introdotte nuove misure contro degrado e microcriminalità: quali strumenti concreti avranno in più sindaci e forze dell’ordine per intervenire sul territorio?
«Contrastiamo più efficacemente furti e borseggi. Aumentiamo le pene per il furto e ripristiniamo la procedibilità d’ufficio per il furto aggravato con destrezza. Questo consentirà di contrastare il fenomeno dei borseggi nelle città, che arreca un grave danno di immagine per il turismo. Potenziamo il daspo e rendiamo sistemiche le “zone rosse”, a vigilanza rafforzata nei quadranti cittadini più complessi, tipo nelle stazioni. Con il divieto di allontanamento e gli arresti contrastiamo spaccio, degrado urbano e criminalità predatoria».

Il ddl sul potenziamento del Ministero dell’Interno promette miglioramenti organizzativi e operativi: in che modo inciderà concretamente su organici, turnazioni e carichi di lavoro degli operatori?
«Questo è il governo che, grazie alla Lega e al ministro Piantedosi, ha incrementato le assunzioni nelle forze di polizia. Nella prima Legge di Bilancio abbiamo stanziato oltre 1 miliardo per le assunzioni e 1,5 miliardi per i rinnovi contrattuali del comparto sicurezza e difesa. Oltre 42mila assunzioni, 13mila all’anno, il doppio di quelle fatte dalla sinistra al governo, abbassando l’età media dei poliziotti di tre anni. Aggiungo anche 6.800 militari di Strade sicure a presidio di siti sensibili e a vigilanza delle stazioni. Con il nuovo pacchetto sicurezza rafforziamo l’operatività e la funzionalità delle nostre forze di polizia. Tutelare gli agenti in divisa è la precondizione per garantire la sicurezza dei cittadini».

Con le nuove risorse economiche e tecnologiche, quali risultati concreti potranno percepire i cittadini in termini di maggiore presenza sul territorio, tempi di intervento e prevenzione dei reati?
«Nei primi dieci mesi del 2025 i reati in Italia sono diminuiti del 3,5%, quelli predatori hanno avuto una flessione del 6/7%. L’attività di prevenzione e di controllo del territorio è stata potenziata grazie all’istituzione delle zone rosse e degli interventi ad alto impatto interforze con oltre 3.000 servizi effettuati. Grazie alle zone a vigilanza rafforzata, oltre 1,5 milioni di persone sono state identificate e sono stati emessi oltre 9mila divieti di allontanamento, dei quali il 75% a carico di soggetti stranieri. Abbiamo investito oltre 100 milioni per implementare la videosorveglianza nei comuni e investito oltre 200 milioni per la sicurezza urbana nelle città nel contrasto allo spaccio, al degrado e ai fenomeni di delinquenza diffusa. Continueremo su questa strada virtuosa ed efficace, perché per la Lega e il governo la sicurezza non è né una spesa, né un costo ma un investimento vitale per la libertà dei cittadini».