E’ il giorno dell’inizio della Coppa del Mondo 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti, con la prima partita in programma nello storico Atzeca di Città del Messico tra la nazionale di casa e il Sudafrica. Calcio d’inizio previsto alle ore 21, orario italiano. Ma la Fifa è finita al centro delle polemiche per i prezzi dei biglietti esorbitanti per assistere alle partite dei Mondiali, prezzi non di certo accessibili a tutti. Una situazione che sta alimentando indignazione tra i tifosi e accuse di avidità nei confronti dell’organo di governo del calcio mondiale.

Un Mondiale all’insegna della ricchezza

Il Mondiale del 2026 rappresenterà l’edizione più grande di sempre: per la prima volta in assoluto, il torneo passerà da 32 a 48 squadre, con 104 partite distribuite tra i tre Paesi ospitanti. Secondo le stime della Fifa, l’evento dovrebbe generare incassi record che arriveranno a toccare i 10,9 miliardi di dollari. Nel frattempo, sul mercato ufficiale di rivendita i prezzi hanno raggiunto cifre da capogiro, mentre la federazione trattiene una commissione del 15% sia dal venditore che dall’acquirente per ogni transazione. Il presidente della Fifa Gianni Infantino, in un’intervista all’inizio del mese scorso, ha dichiarato: “Se qualcuno mette in vendita i biglietti per la finale a 2 milioni di dollari, questo non significa che valgano davvero quella cifra. E soprattutto non significa che qualcuno li comprerà“.

Finale di lusso

Come riportato dall’Associated Press, il prezzo dei posti migliori per assistere alla finale del 19 luglio al MetLife Stadium è fissato a 33.970 dollari, equivalenti ad oltre 29 mila euro. Per fare un confronto con i Mondiali del 2022, la finale tra Argentina e Francia in Qatar ha avuto un prezzo massimo di 1.600 dollari. Secondo la società di analisi TicketData, il prezzo medio dei biglietti più economici per assistere ad una partita del Mondiale americano è di 553 dollari. Per assistere alla finale, il tagliando meno costoso parte invece da 7.734 dollari.

Lo stesso Infantino, nella conferenza stampa tenuta alla vigilia dell’inaugurazione dei Mondiali 2026 allo stadio Atzeca, ha difeso il prezzo dei biglietti della manifestazione: “Abbiamo venduto più di 6 milioni di biglietti. Il prezzo di 60 dollari, è il più basso di tutti gli sport americani nelle fasi dei playoff. Anche il nostro prezzo medio, inferiore a 500 dollari, è il più basso tra gli sport americani”. Infantino ha evidenziato la grande richiesta di tagliandi arrivata: “La domanda è stata senza precedenti, non di poco, ma di dieci o più volte superiore. Il numero di richieste di biglietti che abbiamo ricevuto è stato assolutamente incredibile”. Il presidente della Fifa ha sottolineato che sono stati venduti 800mila biglietti per le partite in California e a Los Angeles e “solo tre persone che li hanno acquistati si sono lamentate”.

I prezzi per la partita inaugurale

Questi prezzi stellari non sono piaciuti neanche al presidente Donald Trump, che ha espresso tutta la sua perplessità. Lui stesso ha dichiarato che personalmente non spenderebbe 1000 dollari per assister alla partita tra Stati Uniti e Paraguay, gara inaugurale della formazione statunitense in programma il 12 giugno al SoFi Stadium. CBS News ha verificato la presenza sui siti di biglietti venduti a 45 mila dollari per la stessa partita. Questo sistema dei prezzi adottato dalla Fifa potrebbe inoltre far diminuire alcuni costi nel corso del torneo, mentre altri sono destinati a diventare più salati. Prezzi sempre più lontani dalla realtà e che rischiano di compromettere la credibilità dell’evento sportivo più seguito al mondo.

Il mercato dei secondary ticket

A fare affari è anche il cosiddetto mercato dei secondary ticket relativo ai biglietti delle partite in vendita sui siti online a prezzi variabili. A denunciare un fenomeno sempre consolidato nel mercato dei grandi eventi è Florian Ederer, professore austriaco di economia alla Questrom School of Business della Boston University. Intervistato dal Times, il docente evidenziato il caso della gara tra Arabia Saudita e Capo Verde, in programma il prossimo 27 giugno, sottolineando una sproporzione (al ribasso) tra il sito ufficiale della Fifa e quello di ‘seconda mano’. “Nei settori in cui i biglietti costano 700 dollari (521 sterline) sulla piattaforma di rivendita di Fifa, hanno un prezzo di soli 200 dollari (149 sterline) su SeatGeek”.

Il gioco delle tre carte: l’accusa alla Fifa

Secondo il professor Ederer la Fifa sta facendo il “gioco delle tre carte”.

“Credo che abbiamo prove del gioco delle tre carte dei biglietti per la Coppa del Mondo: la Fifa sta agendo con piattaforme di rivendita di terze parti per la gestione del proprio approvvigionamento di biglietti. Guardate questa mappa di SeatGeek (secondary ticketing) per Arabia Saudita contro Capo Verde. Le aree cerchiate non sono biglietti di rivendita singoli casuali, ma grandi blocchi contigui di posti: intere file e porzioni in sezioni 101/102, 112/113, 119/120, 134–137, 139, … I cerchi blu sono apparsi settimane fa, poi i blocchi viola sono spuntati improvvisamente uno o due giorni fa, e i blocchi rossi sembrano essere apparsi di recente anche loro.

Non è così che appare la rivendita ordinaria di un tifoso o anche di un bagarino che rivende biglietti a due, a quattro o posti sparsi. Al contrario, questo sembra un inventario scaricato in blocco sui mercati secondari, a prezzi inferiori a quelli del sito ufficiale della Fifa. Perché la Fifa non abbassa semplicemente i prezzi sul suo sito? Probabilmente perché tagli ufficiali dei prezzi potrebbero innescare richieste di rimborso da parte dei consumatori che hanno già acquistato gli stessi biglietti a prezzi molto più alti. Invece, la Fifa sul proprio sito mantiene alti i prezzi ufficiali, evita di ammettere apertamente che il prezzo del mercato è più basso, e sposta l’inventario invenduto attraverso piattaforme di rivendita di terze parti”.