Per giorni è stata l’ossessione italiana, la presunta correlazione tra la somministrazione del vaccino di AstraZeneca e alcuni decessi per trombosi. Ebbene, la Procura di Gela (Caltanissetta) ha chiuso l’inchiesta e chiesto al gip l’archiviazione del procedimento a carico di ignoti per omicidio colposo riguardante il decesso di una insegnante 37enne, morta undici giorni dopo la somministrazione del vaccino (avvenuta il primo marzo, ndr) nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, dove i medici per strapparla alla morte l’avevano sottoposta a un delicato intervento chirurgico.

La stessa Procura aveva aperte un fascicolo e sequestrato le cartelle cliniche di Zelia Guzzo, oltre alla documentazione sul vaccino anglo-svedese. Ma secondo il procuratore Fernando Asaro, che ha chiesto l’archiviazione del caso, “non sono emerse correlazioni di rilievo penale tra la somministrazione del vaccino e il decesso imputabili a medici o sanitari che hanno avuto in cura la paziente”.

La docente pochi giorni dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid aveva iniziato ad accusare mal di testa e stato confusionale. Guzzo era stata quindi trasportato prima all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela e poi trasferita al Sant’Elia per un intervento nel reparto di Neurochirurgia. L’insegnante 37enne era quindi deceduta dopo 13 gironi di ricovero: la donna, secondo i primi accertamenti medici, sarebbe stata colpita da trombosi ed emorragia cerebrale.

L’insegnante non aveva malattie pregresse. Gli esiti della consulenza medico legale sono stati inviati all’Istituto superiore di Sanità e all’Aifa, come riferito dal procuratore Asaro.

 

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