Un lungo striscione con i colori della pace srotolato lungo via Scarlatti nel quartiere Vomero di Napoli ha accompagnato la manifestazione per la pace in Ucraina. A mantenere quello striscione migliaia di manine di bambini che con i loro genitori sono scesi in piazza per dire no alla guerra. La manifestazione si è poi spostata per le vie principali del quartiere.

Oltre al lungo striscione, tanti bambini hanno esposto cartelloni da loro disegnati con i simboli della pace. “Fermare la guerra inviando armi è come spegnere il fuoco gettando benzina”, si legge su uno dei colorati cartelli. E cita la legge 185 del 1990 vieta all’Italia di vendere armi di offesa ai paesi in guerra. “Più armi vengono date a chi combatte, più danni sofferenze e morti ci saranno”, si legge ancora.

E ancora: “Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola a mezzogiorno. Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra, ad esempio la guerra”.

Ad emozionare di più il cartello che una bambina di 8 anni portava fieramente al collo: “Yelena Osipova ha 80 anni ed è sopravvissuta all’assedio di Leningrado. È stata arrestata perché manifestava con questo cartello: ‘Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe’. Yelena, lo mostriamo noi il tuo cartello”. Una storia, quella di Yelena Osipova che ha commosso tutto il mondo. Le immagini dell’80enne hanno fatto il giro del web in poche ore, diventando il simbolo della pace.

Foto di Giulia Milanese

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.