È un dramma nel dramma quello vissuto dal napoletano Gennaro. La sua ex compagna si trova in Ucraina con il loro bambino di sette anni e stando a quanto riferito non ha nessuna intenzione di lasciare il Paese, nonostante la situazione stia precipitando e la loro città sia sotto il fuoco incrociato dei russi.

Secondo le notizie che stanno trapelando dalla zona di Ternopil, dove Lesia e il bimbo vivono, le sirene ora suonano di frequente e la popolazione è costretta continuamente a rintanarsi nei bunker o nei sottoscala per difendersi dagli attacchi. Notizie che hanno gettato nel panico il commerciante napoletano. «Vi possiamo venire a prendere? Se mi dici come fare, vediamo come venirti a prendere senza che ci lancino bombe addosso» dice Gennaro a Lesia, durante la conversazione registrata ieri. Ma lei appare irremovibile e determinata: «Noi siamo nella terra nostra e vinceremo». Parole che hanno messo i brividi a Gennaro. «Ma nel frattempo cadono le bombe», ha cercato invano di replicare l’uomo.

La risposta di Lesia gli gela ancora una volta il sangue: «Se cadono le bombe moriamo tutti. Se moriamo noi, moriamo tutti, anche tu là, perché questa guerra succederà in tutto il mondo». Dopo una lunga pausa il 38enne ha la forza di replicare: «Vuoi rimanere in mezzo alla guerra – dice disperato – è pericoloso per S. (il bimbo) per te, per tutti». Gennaro ormai non sa più come convincere la ex a tornare in Italia e rivolge l’ennesimo appello al Ministero degli Esteri affinché si attivi almeno per tutelare la vita di suo figlio e di tutti gli italiani che si trovano nell’Ucraina sotto attacco. «Ora con la guerra che attanaglia l’Europa – afferma il commerciante napoletano all’Ansa – non riesco più a chiudere occhio. «Sono anni che lottiamo invano per far tornare il piccolo in Italia – aggiunge l’avvocato Sergio Pisani, legale di Gennaro – lo Stato deve agire il prima possibile. La Legge ordinaria deve cedere il passo ad un intervento miliare mirato. Ormai siamo in regime di guerra».

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Giornalista napoletana, classe 1992. Affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.