“Per favore aiutateci, i nostri ragazzi stanno morendo. Per favore, non restate indifferenti”. È questo l’appello che da Napoli fa Olga, 45 anni, ucraina, che vive e lavora a Napoli da molti anni. Mentre parla non riesce a trattenere le lacrime. “Siamo in guerra, è tremendo. Stanno morendo anche i bambini”, dice. Insieme ad altri connazionali ha organizzato una raccolta di beni di prima necessità da inviare in Ucraina. Il punto di raccolta è in via Pagano 33, nel cuore di Napoli, il Rione Sanità. E da lì la solidarietà si fa sentire forte.

Il piccolo deposito dove la comunità napoletana di Ucraini sta raccogliendo materiale è un viavai continuo di buste e pacchi. Uomini e donne ucraine raccolgono e riorganizzano tutto in scatoloni che poi vengono trasportati sui camion in Ucraina attraverso la Polonia. “Abbiamo bisogno di medicine, dobbiamo operare i nostri soldati feriti. Ci serve tutto il necessario per la sala operatoria. I napoletani sono fantastici e li ringraziamo di cuore per il loro affetto. Ma abbiamo ancora bisogno di aiuto”.

Il gruppo di ucraini raccoglie e riorganizza in silenzio, con il cuore colmo di dolore e gli occhi pieni di lacrime. “Molti miei amici e parenti sono rimasti lì – racconta un ‘altra donna – Mia mamma è venuta in Italia ma mia cognata con i bambini ha deciso di rimanere accanto a mio fratello. Gli uomini tra i 18 e i 60 anni non possono lasciare il paese e molte donne stanno decidendo di rimanere con loro. Che fanno lontane senza i loro uomini, dicono”.

Mio padre è anziano, sta lì vicino Leopoli, non sai mai cosa può succedere da un momento all’altro. Lui sta aiutando a fare le protezioni per i soldati. Tutti aiutano, l’Ucraina è tutta in piedi. Tutti aiutano, anche i bambini. Mai visto nella mia vita che si alza un paese intero”.

“I miei familiari, i miei zii, i miei cugini sono tutti lì. Con qualcuno abbiamo anche perso i contatti perché non riusciamo a sentirci”, racconta Diana, 24 anni. È nata in Ucraina ma è in Italia dal 2004. Studia Economia all’Università Federico II. In questi giorni avrebbe gli esami da preparare ma la sua testa è altrove e il suo cuore accanto alla sua famiglia rimasta a Ternopoli. Tutti i giorni va al magazzino a dare una mano. “In Ucraina un mio amico è partito come volontario, non so dove sia, non sono più riuscita a sentirlo, non abbiamo sue notizie. Possiamo solo sperare che non gli sia successo nulla di brutto”.

Diana è preoccupata soprattutto per le sue nonne che l’hanno cresciuta in Ucraina. “Ogni notte suonano le sirene e tutti devono correre nei rifugi – racconta addolorata – Fanno fatica ad andare nei rifugi perché sono anziane e non possiamo nemmeno portarle qui. Nei paesi manca il cibo, è difficile anche portare aiuto agli abitanti perché li bloccano e non li fanno passare”.

All’ottavo giorno dall’inizio dell’invasione la macchina della solidarietà è partita e in tanti hanno portato buste e scatole piene di ogni bene. “Siamo sommersi dai vestiti, abbiamo bisogno anche di altro – spiega Alina,una delle promotrici dell’iniziativa che lavora al deposito per la raccolta – Serve soprattutto cibo in scatola e a lunga conservazione. Torce perché non hanno elettricità e stanno al buio nei rifugi. Hanno bisogno di vedere intorno per difendersi. E poi batterie e coperte calde”.

“Un mio amico che è sul fronte, sta raccongliendo il materiale per portarlo nelle città, mi ha scritto un messaggio dicendomi tutto ciò che serve con urgenza – dice una delle signore ucraine – Antibiotici, tranquillanti, bendaggi, lacci emostatici, antidolorifici. Poi tutto quello che serve nelle sale operatorie, anche gli aghi e le siringhe”. E per tutto il giorno c’è un gran viavai di persone, ucraini e napoletani, che hanno deciso di aiutare. Tra questi ci sono anche alcuni russi che vogliono aiutare.

I volontari hanno fatto una lista di beni che servono con maggiore urgenza che riportiamo qui di seguito:
Ugurol
Ibuprofene
Cotramal
Ialuset Silver Spry
Ceftriaxone
Amoxicillina
Benda Coesiva Profar
Garza idrofila 20X20, 18X40, 36X40
Siringhe
Ceroxmed rocchetto rosa
Ventolin
Acqua Ossigenata
Betadine
Siringhe da 2,5-10-20-5
Vikryl 2-0 e 3-0
V-Loc 3-0
Ago per cucire la ferita
Tutor per la gamba
Surgicel Tachomb
Sistema per flebo (lavaggio)
Mascherina per l’ossigeno
Cateteri
Toradol
Aulin
Bentelan
Utenzili di plastica (piatti, forchette, cucchiai, bicchieri)
Carta igienica
Rotoli di carta
Guanti sterili e normali
Forbici (paramedici)
Rubinetto 3 vie
Care Fusion
Deflussore per ipodermo-fleboclisi Latex Free
Sapone
Dentifricio
Lamnette
Schiuma per barba
Cibo per neonati e bambini
Torce
Power Bank carichi
Interruttore ottico
Mascherine ffp2

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.