Storie spiacevoli che vedono protagonisti vari medici in tutta Italia e i loro pazienti no vax sono sempre più frequenti. Stavolta è capitato a Diego Pavesio, componente della Commissione Solidarietà dell’Ordine dei Medici di Torino. Un suo paziente con convinzioni no vax gli ha chiesto di prescrivergli esami del sangue prima di fare il vaccino. Il dottore si è rifiutato “perché non esistono esami prevaccinali, non si possono prescrive, non l’ho mai fatto e non lo farò mai perchè non servono a nulla”, gli ha spiegato. In risposta ha subito dal paziente la minaccia di denuncia.

“Uno spiacevole episodio utile a ricordare a tutti che il punto cardine nel rapporto tra paziente e medico di famiglia è la fiducia”, ha scritto Pavesio su Facebook dove ha raccontato l’accaduto. “Fiducia in entrambe le direzioni: il paziente può cambiare il MMG/PLS quando vuole ma, se viene meno il rapporto di fiducia, il medico può ricusare il paziente (art. 41 comma 3 dell’ACN 29 luglio 2009 e dell’art. 8 comma 1, lettera D.L.vo n.502/92).

La storia inizia con la richiesta del paziente di prescrizione di esami del sangue per fare un controllo generale prima di effettuare il vaccino. Alla richiesta il medico ha risposto con gentilezza: “Non esistono esami prevaccinali, non si possono prescrive, non l’ho mai fatto e non lo farò mai perchè non servono a nulla. Si vaccini il prima possibile, la variante omicron ha un’infettività mostruosa e contagerà tutti i non vaccinati in poche settimane”.

A quel punto i toni si sono accesi e il paziente no vax ha protestato: “In quanto mio medico di base lei e tenuto a fare ciò che le chiedo cioè la prescrizione di alcuni esami generali perché ho piacere di farmi un controllo e non devo dare spiegazioni del motivo. Quindi le chiedo la cortesia di farmi la prescrizione di alcuni esami del sangue di controllo generale, sennò devo ritenermi obbligato a citare il suo nome ai carabinieri in quanto si rifiuta di fare il suo dovere, ed è già successo con mia moglie si è rifiutato di visitarla e di scriverle alcune cose richieste. Certo della sua comprensione la ringrazio anticipatamente”.

A quel punto il dottore ha chiamato in causa il punto cardine del rapporto tra medico e paziente: la fiducia. “Forse non ha capito bene cosa regola il rapporto tra un paziente e il medico di famiglia in regime SSN – ha scritto il medico al paziente – Io sono tenuto a visitarla (il mio studio è sempre aperto) e solo se lo ritengo a prescriverle degli esami. E sono sempre io a decidere quali esami. Il medico di famiglia non è un salumiere e lei non sta ordinando un etto di prosciutto. Allo stesso modo non può richiedermi degli esami perché lo ha deciso lei. Lei mi ha richiesto espressamente ‘prima di effettuare un vaccino’ e le ho risposto come avrei risposto a qualunque altro paziente”.

Sulla minaccia di “fare il suo nome ai carabinieri” gli ha risposto: “Lo faccia pure, attendo notizie”. Nel frattempo ho provveduto a ricusarla in quanto ‘venuto meno il rapporto di fiducia medico paziente’ in modo che lei debba scegliersi un altro medico che sicuramente sarà più comprensivo ed efficiente di me. È un mio diritto, è previsto dall’ACN che regola il rapporto convenzionale e ne usufruisco quando non c’è un rapporto di fiducia tra medico e paziente, come in questo caso”.

Il medico conclude il post con l’amara riflessione: “Il 2021 si è concluso così, nel tardo pomeriggio dopo l’ambulatorio e una sessione di vaccini, con una mia mail alla Direzione Sanitaria in cui ricusavo un paziente. Mi è capitato poche volte ma dopo due anni di pandemia, dopo una disponibilità 24/7, sabati e festivi compresi (e i miei pazienti possono confermarlo), dopo un costante impegno al contrasto della pseudoscienza che fa dei danni enormi, certi comportamenti non li posso più tollerare”.

Il medico ha subito minacce da un paziente no vax che non si è affidato alle sue cure e ha giudicato il suo parere scientifico non valido. Non è l’unico a ricevere richieste di analisi e terapie da pazienti con convinzioni anti vaccinali. Richieste che talvolta vengono fatte con lo scopo di trovare una strada per aggirare il vaccino. E al diniego del medico provocano minacce.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.