La portavoce del dissidente russo Aleksey Navalny ha lanciato un allarme piuttosto preoccupante su Twitter. Kira Yarmish ha scritto: “Non sappiamo dove si trovi, in quale colonia penale sia stato trasferito”. Navalny doveva essere nella colonia penale Ik-2 di Pokrov, nella regione russa di Vladimir. Quando oggi i suoi avvocati si sono presentati per un colloquio con il suo assistito, non hanno ottenuto alcuna informazione. Non esiste alcun detenuto a nome Navalny, hanno risposto ai legali.

L’avvocato dissidente dall’anno scorso sta scontando la sua pena per violazione della libertà vigilata. Due anni e mezzo di carcere. La sentenza dopo il suo ritorno dalla Germania, dove era stato curato dopo l’avvelenamento tramite l’agente nervino Novichock. Navalny scelse di affrontare l’accusa e dopo la convalescenza tornò in Russia. Venne arrestato. Principali indiziati dell’avvelenamento i servizi segreti russi. Il caso, esploso dopo un malore sofferto dall’avvocato su un aereo, ebbe enorme risonanza mondiale ma nessuna conseguenza. Navalny si salvò grazie all’atterraggio d’emergenza deciso dal pilota.

La sua pena è stata aumentata lo scorso marzo: altri nove anni per frode su vasta scala e oltraggio alla corte. L’accusa si riferisce a una presunta appropriazione indebita dei fondi della sua Fondazione Anticorruzione. Secondo i suoi avvocati accuse costruite ad arte per tenere in cella il dissidente. Un’altra indagine è stata aperta due settimane fa nei confronti dell’avvocato oppositore: Navalny è accusato di “aver creato un gruppo estremista per alimentare l’odio contro funzionari e oligarchi” e di aver provato a organizzare manifestazioni non autorizzate.

Quattro stretti collaboratori del dissidente sono stati raggiunti da mandati d’arresto. Si tratta dell’ex direttore della Fondazione anticorruzione, Ivan Zhdanov, degli ex avvocati della stessa fondazione, Lyubov Sobol e Vyacheslav Gimadi, e dell’ex coordinatore degli uffici regionali, Leonid Volkov. Per evitare il carcere è fuggito all’estero il consigliere economico e per gli affari internazionali Vladimir Milov, già viceministro russo dell’Energia nel 2002.

Fatto sta che adesso Navalny non si trova, o meglio: non si sa dove sia. “L’avvocato che è andato a fargli visita è stato trattenuto alla guardiola del carcere fino alle 14, poi gli è stato detto semplicemente: ‘Non c’è nessun detenuto con quel nome, qui’. Non sappiamo dove si trovi, né in quale colonia penale sia stato portato”, ha scritto su Twitter la portavoce Yarmish.

Dopo l’ultima condanna, a inizio maggio, Navalny aveva scritto in un tweet. “L’ultima sentenza nei miei confronti non è ancora esecutiva ma ho sentito voci che sarò trasferito nel carcere di massima sicurezza di Melekhovo, dove ai detenuti vengono strappate le unghie“. La portavoce allora aveva sottolineato che “la colonia penale dove Putin ha ordinato di trasferire Navalny, è la numero 6 nella città di Melekhovo, nella regione di Vladimir” e aveva descritto “un posto mostruoso anche per gli insani standard delle carceri russe. Lì non c’è legge, è qui che Putin vuole sbattere Navalny per non aver paura di lui e per aver detto la verità”. Nessuna conferma al momento.

La legale Olga Mikhailova ha riferito intanto all’agenzia Tass che le è stato comunicato oggi, e che non era stata avvertita in anticipo, del trasferimento di Navalny. Non è stato precisato neanche a lei in quale prigione il dissidente si trovi. “C’erano rumors che sarebbe stato trasferito nel carcere di massima sicurezza IK-6 ‘Melekhovo,’ ma è impossibile sapere quando e se effettivamente sia arrivato lì”, ha scritto su Twitter la portavoce di Navalny, Kira Yarmysh.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.