Sergio Brugiatelli, testimone chiave nel processo sull’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, è morto. Il decesso del 49enne è avvenuto lo scorso 26 settembre. “Contrariamente a quanto diffuso da alcuni organi di stampa, Sergio Brugiatelli non è stato trovato morto in casa, ma è deceduto in una clinica privata dove era ricoverato da qualche tempo per una grave forma di tumore che lo aveva colpito mesi fa”. E’ quanto afferma l’avvocato Andrea Volpini, legale della famiglia. “Sergio è morto circondato dall’affetto dei suoi cari, che non lo hanno mai abbandonato, fino agli ultimi istanti. La famiglia chiede rispetto per il proprio dolore. Rispetto che purtroppo e’ venuto meno in alcune delle ricostruzioni diffuse in data odierna. E, al riguardo, si riserva di procedere, anche per vie legali, per tutelare la memoria del proprio caro”, conclude il legale.

Brugiatelli, che aveva vecchi precedenti per rissa e rapina, è legato alla tragica vicenda del vicebrigadiere Cerciello Rega, 35 anni, ucciso con undici fendenti in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati a Roma, nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019. Lo scorso 5 maggio, con l’accusa di omicidio in concorso, sono stati condannati in primo grado all’ergastolo i due americani Finnegan Lee Elder, l’accoltellatore materiale, e Gabriel Natale Hjorth.

Quella notte il carabiniere originario di Somma Vesuviana (Napoli), e sposato da appena 43 giorni, era intervenuto con il collega Andrea Varriale per recuperare uno zaino rubato dai due turisti californiani a Sergio Brugiatelli, mediatore tra il pusher Italo Pompei e i due giovani interessati a comprare alcune dosi di cocaina. Lo zaino venne rubato perché Elder e Hjorth perché non erano soddisfatti della droga acquistata e pretendevano una sorta di riscatto (circa 100 euro e un po’ di droga).

Per recuperare lo zaino e denunciare la richiesta di riscatto Brugiatelli chiama i carabinieri. Intervengono così Cerciello Rega e Varriale chengono brutalmente aggrediti. Il primo muore nel giro di 30 secondi dopo aver ricevuto undici coltellate, Varriale viene invece lievemente ferito. I due americani vengono individuati dopo 12 ore in un albergo a poca distanza dal luogo dell’omicidio.

Durante il processo di primo grado, Brugiatelli aveva raccontato la sua versione dei fatti, confermando poi ai cronisti di sentirsi “in colpa, dovevo morire io al posto suo. Se non ci fosse stato Cerciello, sarei andato da solo, avrebbero ucciso me e oggi non sarei qui a parlarvi. Gli devo la vita a Mario, non me lo scorderò per tutta la vita. L’importante è che sono venuto qui e sono venuto per Cerciello. Se non ci fosse stato lui io sarei andato con la mia bicicletta e mi avrebbero ucciso. Sono stati mesi duri, li ho vissuti male e non riesco a dimenticare quel fatto, sento ancora quelle grida. Quando vado ad accendere un lumino per mia madre in chiesa, lo accendo anche per lui”.

 

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