Nel lungo provvedimento con il quale il Garante Privacy impone all’Associazione Rousseau di consegnare al Movimento 5 stelle i dati degli iscritti ci sono alcuni passaggi chiave che potrebbero fare chiarezza nel dibattito tra il presidente della piattaforma, Davide Casaleggio, e l’intero partito grillino.

Rousseau ha infatti diritto ad opporsi all’ingiunzione “con ricorso depositato al tribunale ordinario entro il termine di trenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se il ricorrente risiede all’estero”, recita il provvedimento. Casaleggio per evitare la resa entro i 5 giorni previsti può ricorrere a un tribunale ordinario. In alternativa, ai sensi dell’art. 83 del Codice della Privacy rischia una sanzione amministrativa fino a 10 milioni di euro.

Il figlio di Gianroberto, fondatore del Movimento, ha scritto sul “Blog delle stelle” un post polemico contro la decisione del Garante, chiedendo che gli venga a questo punto indicata una persona che – in qualità di rappresentante legale del M5s – abbia diritto a ottenere i dati in questione. Casaleggio delegittima quindi sia Vito Crimi, che formalmente è a capo di un partito che però nel suo statuto prevede un consiglio direttivo e non soltanto una figura al comando, e Giuseppe Conte, ex premier, che non è neanche iscritto al Movimento. Ma il provvedimento del Garante contiene la risposta al quesito: Vito Crimi viene definito come “rappresentante pro-tempore”, e quindi è a lui che vanno consegnati i dati.

L’epilogo ha fatto esultare gli esponenti politici grillini, che in una nota scrivono: “La pronuncia del garante della privacy sui dati degli iscritti al Movimento 5 Stelle è chiarissima e va esattamente nella direzione da tempo da noi indicata: il titolare di quei dati e l’unico soggetto che può disporne per fini istituzionali è il Movimento 5 Stelle stesso e nessun altro. Dispiace aver perso tempo a causa degli ostacoli che in maniera strumentale sono stati messi in campo da qualcuno per rallentare il processo di rifondazione del Movimento a cui sta lavorando Giuseppe Conte e che la comunità del Movimento 5 Stelle attende con impazienza”.

Ma Casaleggio non ci sta e continua a chiedere che a ricevere i dati sia un esponente titolato e autorizzato per Statuto: “Qualora né il Comitato di Garanzia, né il Collegio dei probiviri né il Garante decidessero di non avviare la votazione come prevista dallo Statuto, l’Associazione Rousseau, in assenza di alcuna garanzia e a fronte dell’enorme debito non onorato dal MoVimento, non potrà più continuare a supportare al posto del MoVimento 5 Stelle le ulteriori spese mensili necessarie per la gestione degli iscritti. Saremo, quindi, costretti entro questa settimana, a verificare le modalità attraverso le quale andare ad affidare i dati degli iscritti ad una terza parte che si impegni a consegnarli a chiunque venga legittimato da un tribunale a riceverli”.

Redazione