Una lettera ai vertici delle istituzioni dell’Unione Europea dove viene ribadito l’impegno per la difesa dei valori fondamentali dell’Unione. E’ quanto inviato da 17 Capi di Stato e di governo (su 27), inclusi Mario Draghi, Angela Merkel, Emmanuel Macron e Pedro Sanchez, ai presidenti del Consiglio europeo Charles Michel, della Commissione Ue Ursula von der Leyen e della presidenza di turno portoghese António Costa in vista della giornata dell’orgoglio Lgbt del 28 giugno.

“Dobbiamo continuare a combattere contro le discriminazioni nei confronti della comunità Lgbt, riaffermando la difesa dei loro diritti fondamentali”, scrivono i leader nella missiva, pubblicata via social dal premier lussemburghese Xavier Bettel, gay sposato dal 2015 con l’architetto belga Gauthier Destenay,

Nel testo non viene menzionata esplicitamente l’Ungheria e la sua recente legge che vieta ai minori l’accesso a film e libri che ritraggano qualsiasi tendenza sessuale diversa dall’eterosessualità, ma il riferimento è piuttosto chiaro.

“Spetta alla Commissione stabilire se l’Ungheria viola o no il Trattato”. Ha ricordato giovedì 24 giugno il presidente del Consiglio, Mario Draghi, al premier ungherese, Viktor Orban, nel suo intervento al vertice Ue sui diritti Lgbt. “Guarda che questo trattato, sottoscritto anche dall’Ungheria, è lo stesso che nomina la Commissione guardiana del trattato stesso”, ha ricordato Draghi al premier ungherese. Secondo l‘articolo 2, l’Unione europea “si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze”. Questi valori, prosegue l’articolo, “sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini”.

L’approvazione della nuova legge sull’educazione sessuale ai minori in Ungheria agita le istituzioni europee e gli Stati membri da giorni. Prima l’iniziativa dei Paesi del Benelux di una dichiarazione congiunta contro il provvedimento di Budapest, accusato di essere discriminatorio verso le persone Lgbt, poi la presa di posizione di ieri della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che ha definito una vergogna il provvedimento del governo Orbàn, e infine una escalation di iniziative e dichiarazioni che hanno aperto la prima giornata del Consiglio europeo.

Al suo ingresso al vertice il premier ungherese, Victor Orban ha annunciato la definitiva approvazione del provvedimento, chiedendo una non ingerenza dell’Ue nelle questioni nazionali. “E’ sempre meglio leggere prima e poi reagire. Sono stato un difensore della libertà nel regime comunista dove l’omosessualità era punita. Difendo i diritti dei ragazzi omosessuali ma questa legge non riguarda questo, è su ogni tipo di interferenza sessuale, è sul diritto dei bambini e dei genitori, decide che il modo con cui educare i bambini appartiene solo ai genitori“, ha detto il presidente sovranista che aveva definito “una vergogna” le accuse da parte della Commissione europea.

A difendere Orban il leader della Lega Matteo Salvini: “Io me la sono letta la legge e ritengo che ogni Stato debba essere libero di decidere sui programmi scolastici e universitari e sull’organizzazione della giustizia. Non capisco le intromissioni”.

Redazione