Ornella Pinto era un’insegnante di sostegno, sempre a disposizione degli altri. Dodici coltellate tra schiena e petto per mano violenta dell’ex compagno, reo confesso, hanno posto fine alla sua vita a soli 39 anni. Una vera tragedia che i familiari di lei non avrebbero mai potuto immaginare. “È stata colpita alle spalle da un carnefice, un macellaio che, ai nostri occhi, sembrava uno normale”, ha detto la sorella Valeria in un’intervista a Repubblica.

La famiglia è devastata dal dolore per la perdita di Ornella e affranta per il piccolo nipote di 4 anni che dormiva serenamente in casa mentre il papà colpiva la mamma. Pinotto Iacomino, 43 anni, ha confessato tutto dopo aver guidato per due ore senza meta. Ora è in arresto nel carcere di Terni dopo essersi costituito dai carabinieri.

La sorella Valeria racconta che i due si erano lasciati da un paio di mesi, ma nessuno in famiglia avrebbe mai sospettato che l’ex compagno avrebbe potuto reagire in modo così violento. Nemmeno Ornella che in quei mesi non aveva mai avuto paura o qualche sospetto. “Pensi mia sorella che donna era e che cuore: aveva già comprato il regalo della festa del papà, che il bambino avrebbe consegnato al padre”, ha raccontato. In settimana il piccolo festeggia il compleanno e Ornella aveva già comprato un giubbotto per far scambiare i regali tra padre e figlio.

Per Valeria si è trattato di un omicidio premeditato perché il coltello e lo strofinaccio, in cui era stato avvolto, non appartenevano alla casa di Ornella. “Siamo arrivati a questa conclusione dopo aver visto e guardato bene – ha continuato –  Lei comprende cosa significa? Che l’autore di un massacro così deve avere un ergastolo. L’unica cosa che potrà lenire in parte il nostro dolore. Se esiste la giustizia, in questo paese. Pensare che anche noi, come famiglia, tutti, eravamo affettuosi con lui”.

IL RICORDO DI ORNELLA – Domenica in tanti hanno voluto ricordare Ornella portando fiori davanti alla sua abitazione nel quartiere San Carlo all’Arena. C’era anche un paio di scarpe rosse, simbolo della lotta alla violenza sulle donne. Lunedì 15 marzo è stato organizzato un sit-in per ricordare Ornella alle 12:30 alla panchina rossa del Cardarelli di Napoli, ospedale dove è deceduta la 39enne, e vedrà la partecipazione degli operatori sanitari, della direzione e del Centro Dafne del nosocomio partenopeo. Presente anche la senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio. La manifestazione, si legge in una nota, ha come obiettivo quello di “testimoniare la volontà di proseguire nella lotta contro la violenza sulle donne e ricordare Ornella Pinto”.

Una settimana fa al Policlinico Federico II di Napoli si inaugurava il Centro Antiviolenza, con un’iniziativa simbolica: l’installazione di una panchina rossa. Oggi, le bandiere poste all’ingresso dell’Azienda sono a mezza asta e proprio vicino a quella panchina, è stata piantata una camelia rossa, per non dimenticare “la vita brutalmente recisa di Ornella Pinto”, uccisa sabato a Napoli, “il dolore del suo bambino e dei suoi cari. Ma anche per ricordare, a chiunque ne avesse bisogno, la presenza delle Istituzioni e dei servizi sanitari, affinchè la rete del sostegno, la cultura del prendersi cura diventino ogni giorno più forti, in un’azione congiunta per dire basta ad ogni forma di violenza sulla donne”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.